Non sposate le mie figlie!, la deliziosa commedia di Philippe De Chauveron

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Il 5 Febbraio arriva nelle sale italiane Non sposate le mie figlie!, commedia francese del regista Philippe De Chauveron (Les Parasite, L’Amour aux trousses, L’Élève Ducobu e Les Vacances de Ducobu).

Protagonista indiscussa è la famiglia Verneuil, una coppia borghese fortemente legata alle tradizioni e alla fede cattolica. Claude (Christian Clavier) e Marie (Chantal Lauby) hanno cresciuto le quattro figlie Laure, Ségolène, Odile e Isabelle secondo i principi di integrazione ed apertura. Il destino, però, mette a dura prova la loro tolleranza con i matrimoni delle giovani ragazze. La prima “prova” arriva con la primogenita che sposa un musulmano. Poi la seconda sceglie un ebreo e la terza un cinese. Così tutte le speranze di assistere ad un tradizionale matrimonio in chiesa sono riposte sulla piccola Laure, che rivela alla famiglia di aver incontrato un bravo ragazzo cattolico, omettendo qualche piccolo dettaglio per paura di rompere nuovamente gli equilibri familiari.

Non sposate le mie figlie! (Qu’est-ce qu’on a fait au Bon Dieu?) è la classica commedia francese che piace a tutti, senza distinzione. Una pellicola confezionata ad hoc con dei dialoghi brillanti che conducono al sorriso e riso incondizionato. Altro punto di forza di questo film dal sapore sardonico è la capacità di svelare uno dei più grandi paradossi umani: le paure e le insicurezze, molto spesso, servono proprio ad abbattere i pregiudizi generati dalle “diversità”. Si arriva così al grande trionfo dell’Amore, cuore e messaggio chiave della pellicola di Chauveron. Un Amore autentico che abbatte i confini geografici e le barriere generate dagli stupidi integralismi religiosi.

Non c’è da stupirci che Non sposate le mie figlie! sia il fenomeno cinematografico dell’anno. Il film ha incassato, infatti, ben 130 milioni di Euro in Europa, sancendo un grande successo in Francia con oltre 12 milioni di spettatori.

Menzione speciale va a Christian Clavier, re francese dell’ espressività e ironia. Una vera garanzia.

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Idee per organizzare i vestiti nell’armadio

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Mettere in ordine e il proprio armadio e trovare posto a tutto non è certo una operazione semplice. Soprattutto quando lo spazio è poco e i vestiti sono molti. La cosa migliore da fare, tuttavia, è quello di organizzare gli spazi e trovare il modo di tenere a portata di mano quello che veramente serve, per vestirsi in meno tempo e…non dimenticare nulla!

Come creare spazio in armadi e cassetti

Ecco quindi alcuni consigli da seguire per poter organizzare gli abiti nell’armadio nella maniera migliore.

Tre idee per profumare armadi e cassetti con rimedi naturali

La prima cosa da fare è quella di individuare quale categoria di vestiti occupa più spazio all’interno del vostro vestiario. In base a questo potrete sistemare il numero dei ripiani o dei bastoni appendiabiti. Un rapido conto di sopra e sotto, pantaloni, magliette e camicie vi sarà l’idea della situazione.

Il consiglio in più è quello di tenere esposte le maglie se vengono usate più spesso, come anche le borse, che altrimenti rischiano di essere tenute chiuse in una scatola.

Potete quindi continuare sistemando le cose seguendo la logica di quello che viene indossato prima, dalla biancheria intima agli accessori. Organizzate quindi gli spazi nei cassetti usando divisori e tasche da appendere ai bastoni per quelli più piccoli. Gli oggetti più piccoli potranno essere sistemati anche all’interno di scatole ma non troppo grandi e profonde, perché tutto rimanga a vista d’occhio.

L’idea in più? Utilizzate la gruccia a forma di S per appendere le cinte, la barra per le cravatte per appendere collane e bijoux e un ripiano aperto per le scarpe.

 

Photo Credits | Thinkstock

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Tumori femminili, aumentano le vittime del cancro ai polmoni

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Quest’anno, in Europa, le donne vittime del tumore ai polmoni saranno un numero maggiore rispetto quelle malate di cancro al seno. Infatti, uno studio italo-svizzero – pubblicato sugli Annals of Oncology e diretto da Carlo La Vecchia – ha stimato che per la prima volta nel 2015 i tassi di mortalità del primo supereranno il secondo. Questo dato, però, non riguarderà l’Italia, la Francia e la Spagna.

Questa tendenza è dovuta ai comportamenti femminili rispetto al fumo, che ancora oggi resta la principale causa di morte per tumore in Europa. I dati, infatti, mostrano come il tasso di mortalità femminile per cancro del polmone è cresciuto del 9% dal 2009, arrivando a 14,24 decessi per 100.000 donne.

L’aumento del tasso di mortalità per cancro al polmone della donna era atteso e dipende dal fatto le donne storicamente hanno iniziato a fumare più tardi degli uomini: l’incidenza maggiore è in Gran Bretagna dove la donna ha iniziato a fumare già durante la seconda guerra mondiale. Ma il problema non tarderà a manifestarsi negli altri paesi UE dove il ’68 ha segnato l’avvio di questo comportamento ad alto rischio anche tra le donne.

Parliamo delle donne nate negli anni ’50 che hanno oggi compiuto o superato i 60 anni, l’età in cui il cancro ai polmoni si fa più frequente. Le donne non arriveranno mai ai livelli di mortalità maschile per questo tumore, la nostra previsione è che le europee si livelleranno su un tasso di mortalità inferiore a 20 per 100 mila. Le previsioni, inoltre, dicono che probabilmente bisognerà aspettare almeno fino al 2020 per vedere un’inversione di tendenza, e cioè perché inizi la discesa del tasso di mortalità femminile, già iniziata invece nelle donne americane.

Si noti comunque, che per l’Italia il tasso di mortalità femminile per il cancro del polmone è ancora basso (10,4 per 100 mila) rispetto agli altri paesi europei, perché le italiane hanno sì cominciato a fumare dopo il ’68, ma meno delle coetanee europee

Resta la speranza che, smettendo di fumare, le italiane non arrivino mai a livelli di mortalità delle altre europee (sotto 20 per 100 mila). Quindi il consiglio importante è che le donne di mezza età e anziane smettano al più presto di fumare, ha commentato l’epidemiologo La Vecchia.

Confermata, invece, è la diminuzione della mortalità per tutti i tumori, escluso quello al pancreas e ai polmoni per le donne. Altri dati forniti sono relativi ai decessi stimati nel 2015: 1.359.100 in 28 Paesi dell’Unione Europea.

Foto | Shutterstock

Fonte | La Repubblica