Uteri in affitto, dalla Francia tutte le contraddizioni della maternità surrogata

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Cos’è la maternità surrogata? È legale? E allora perché se parla tanto e si arriva perfino in tribunale? Perché questa pratica racchiude in sé numerose contraddizioni. In Francia per esempio, pur essendo vietata come del resto in quasi tutta l’Europa, sono comunque riconosciuti i bambini nati con questa pratica. Spieghiamoci meglio. 

scarpe sposa Loriblu 2015

Scarpe da sposa Loriblu 2015, i modelli gioiello

scarpe sposa Loriblu 2015

La collezione di scarpe da sposa Loriblu 2015 è una delle più eleganti ed esclusive. Si tratta di scarpe pensate appositamente per le spose, nel classico colore bianco o in tonalità argento, platino e dettagli oro. Più che scarpe sono veri e propri gioielli da indossare ai piedi, impreziositi di tessuti pregiati e materiali preziosi come gli Swarovski.

La collezione è continuativa, dunque ci sono modelli che potete trovare in qualunque stagione. La scelta è vastissima tra decolletè classiche in raso, decolletè open toe e con decorazioni in Swarovski, sandali gioiello in bianco candido, in nappa oro o in camoscio latte. I modelli tradizionali si abbinano bene a qualunque tipo di abito da sposa, ma alcuni sono dedicati solo alle spose più trasgressive. Ci riferiamo ad esempio allo stiletto gioiello in raso bianco, con punta sfilata e tacco a spillo. La lavorazione artigianale della pelle crea un pizzo dalla trama delicata, impreziosito dall’applicazione degli Swarovski applicati a mano.

Brand sempre attento alle tendenze provenienti dalle passerelle della moda, Loriblu ha investito su tacchi e platform molto alti, dai 10 ai 12 centimetri con plateau esterno tra i 3 e i 4 centimetri.

Il brand Loriblu è presente nei negozi dedicati alla sposa delle grandi città italiane, ma se proprio non riuscite a trovare il modello di cui vi siete innamorate potete ordinare le scarpe da sposa dei vostri sogni direttamente dal sito Loriblu. Nella sezione dedicata trovate le immagini dettagliate e la guida alle taglie per ogni singolo modello, con le indicazioni in centimetri per ogni misura. I prezzi delle scarpe Loriblu restano abbastanza elevati: si va dai 350 euro fino ai 1000 euro dei modelli più elaborati.

Giovani si diventa, il nuovo film con Ben Stiller e Naomi Watts

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Chi ama Wes Anderson? Ecco, siamo un esercito, quindi sono certa che molti di voi avranno già sentito parlare di Noah Baumbach. Noah è uno sceneggiatore e regista statunitense, noto principalmente per aver co-sceneggiato Le avventure acquatiche di Steve Zissou Fantastic Mr. Fox.

Questa volta, però, torna sul grande schermo nelle vesti di regista con la deliziosa commedia Giovani si diventa (While we’re young), interpretata da Ben Stiller, Naomi Watts, Adam Driver e Amanda Seyfried.

Josh (Stiller) e Cornelia Srebnick (Watts) sono una coppia di quarantenni newyorkesi, felicemente sposati e impegnati nel campo artistico. Dopo aver provato senza successo ad avere un figlio, si rassegnano e accettano la situazione. Josh, che da diversi anni non riesce a terminare il montaggio del suo ultimo documentario, è ormai consapevole che la spinta artistica si è affievolita e sente di dover dare una svolta.

Un giorno conosce Jamie (Driver) e Darby (Seyfried), coppia giovane, libera e piena di iniziative, appassionati di videogame vintage e di animali fuori dal comune da allevare in casa. Per Josh, l’incontro con Jamie significa poter riaprire uno spiraglio sulle proprie occasioni mancate. Abbandonati gli amici di sempre, i Srebnick seguono la coppia hipster, disinibita e originale, condividendo progetti e nuove esperienze. Questo, però, non basterà a porre le basi per un vero rapporto di amicizia e fiducia.

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Giovani si diventa è una commedia brillante, frutto dell’occhio attento di Noah. Citazionismo andersoniano, dialoghi originali e cast eccellente sono i punti di forza della pellicola. Tutto è incastonato alla perfezione, tanto da giungere al lieto fine tra sorrisi ed ottimi spunti di riflessione sul rapporto “relazioni – web”, cuore del racconto. L’obiettivo di Noah è mostrare da un lato l’influenza di internet sulle nostre vite, dall’altro l’adeguamento di queste ultime allo stesso, una volta presa consapevolezza di pregi e difetti. Ne esce così un perfetto specchio digitale in grado di riflettere una sola verità, quella dell’esperienza. Ognuno fa tesoro del suo trascorso e cerca di adattarsi ai cambiamenti sempre più rapidi e frequenti. Così se gli adulti non sanno più che fare di smartphone e siti con serie tv in streaming, i giovani ricercano vinili, vhs e tutto ciò che fa parte di un’era che non hanno vissuto. Un perfetto cross- generazionale che fotografa la logica urbana del nostro tempo.

Presentato in anteprima al Toronto International Film Festival nel settembre 2014, uscirà nelle sale italiane il prossimo 9 luglio, distribuito Eagle Pictures.

Foto | Eagle Pictures’s press

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Cosa fare se il bambino non mangia per colpa del caldo

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Se fa molto caldo è facile che i bambini non abbiano alcun appetito. Succede ai grandi di diventare inappetenti con le alte temperature, figurarsi i piccoli. Ecco come reagire quando il bambino non mangia e sapete già che è tutta colpa dell’afa del momento. 

Come lasciare la casa prima di partire in vacanza

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Prima di partire per una vacanza la casa deve essere lasciata in ordine. E per ordine intendiamo dire: bollette pagate, interruttori chiusi, la dispensa priva di alimenti deperibili e le piante alimentate in modo tale da resistere anche qualche decina di giorni senza di voi. 

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Se lo stupro è colpa della vittima

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Sogniamo un mondo in cui la parità dei sessi e il rispetto per le donne sia qualcosa di realizzato ma poi apriamo gli occhi sulla realtà e sappiamo di essere ancora molto lontani da tutto questo: violenza e stupro sono all’ordine del giorno, la negazione dei diritti in tutti gli ambiti della vita schiaccia migliaia di donne.

Chi crede ad una giustizia divina che trascende quella degli uomini riceverà forse un magro conforto ma resterà parimenti basito dalla notizia della sentenza che ha prosciolto gli stupatori di una ragazza emiliana abusata da un gruppo di coetanei. Secondo la sentenza la ragazza non si è difesa, non ha reagito e ha subito passivamente la violenza. Per la legge dunque i suoi violentatori non sono accusabili perché possono aver frainteso l’atteggiamento della ragazza per un consenso al rapporto sessuale. In pratica non ci sono le prove che non volesse.

Avrebbe potuto dire di no, sembra suggerire atrocemente la sentenza. Come se bastasse dire di no davanti ad un gruppo di uomini che ti usa violenza. Avrebbe dovuto graffiarli, strappare loro gli abiti, procurarsi e procurare contusioni che potessero dimostrare che no, non voleva. Non avrebbe dovuto restare pietrificata dal terrore, incapace di reagire per la paura e anche per via dell’alcol di cui tutti avevano abusato quella sera. La colpa dello stupro, alla fine, è della vittima e non del carnefice.

È solo una delle molte, troppe notizie simili che ogni giorno arrivano a bombardarci per farci sentire non solo vittime ma anche responsabili della violenza che subiamo. È colpa tua se alzi il gomito, se metti una minigonna, se flirti con un ragazzo che ti piace, se ti diverti come tutti gli altri ad una festa con l’incoscienza dei tuoi 16 anni – ma anche solo se cammini per strada a tarda sera, ché se non uscivi era meglio e non te la cercavi.

Sono tutti comportamenti che non rappresentano una corresposabilità nello stupro, che non danno a nessuno il diritto di alzare un dito su di te, di esercitare un potere su di te, di usarti a piacimento. Ma che vengono tuttavia sempre più spesso usati come tali sia dai responsabili dello stupro, sia da chi poi lo racconta sui media.

Questo è quanto sembrano suggerire, veletamente ma neanche così tanto, giornali e opinionisti: se l’è cercata. È una sentenza morale che ci inchioda molto più di una mancata sentenza giuridica e che al tempo stesso condanna al fallimento tutte le campagne di sensibilizzazione e di educazione sulla prevenzione degli stupri.

La prevenzione dello stupro non deve essere rivolta alle donne suggerendo loro di adottare comportamenti più prudenti o addirittura di evitare decine di occasioni (normalissime) per non esporsi al pericolo. La prevenzione al contrario deve essere rivolta agli uomini, a chi è convinto di avere dei diritti sulle donne e un potere su di loro e di poterli esercitare a propria discrezione. Quello che serve è una rigorosa educazione al rispetto.

La motivazione della sentenza è dolorosa:

“Se è vero che il comportamento passivo della vittima e il fatto che scivolasse nella doccia avrebbero dovuto indurli a sospettare che la stessa avesse perso la lucidità necessaria per presentare un valido consenso all’atto sessuale è altrettanto vero che l’assenza di azioni di respingimento e di invocazioni di aiuto avrebbero potuto ingenerare la convinzione che la 16enne fosse consenziente.”

È dolorosa per tutte le donne che hanno trovato il coraggio di denunciare e sottoporsi all’infinita trafila di perizie e verifiche, sospetti e ingiurie. Lo è anche per tutte quelle, molte di più, che non hanno avuto la forza di farlo e che restano a macerarsi per tutta la vita nel dubbio che forse, in fondo, sì, dev’essere stata anche un po’ colpa loro.

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