10 canzoni in loop, la playlist per l’ Estate 2015

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Manca davvero poco all’inizio dell’estate. La domanda è sempre quella: prova costume superata? Ovviamente no, ma non sarà un nostro problema. Per fortuna molte di noi rientrano nel team bionde dentro, quelle occupate a vivere la propria quotidiana guerra con la razionalità e i cinque centimetri di ricrescita. Quelle che rimandano a domani la fila alle poste e il pediluvio, ma sono ancora in grado di emozionarsi con i papaveri lungo la strada. Il team delle “Più papaveri, meno rose”, perché è bello crescere liberi come bastardi tra le erbacce della giungla urbana.

Ed è proprio per affrontare al meglio le avversità e i malesseri di questa nuova stagione di fede assoluta – Estate 2015 – che ho selezionato 10 canzoni per voi, un loop autentico e sedativo. Buon ascolto!

1. Malika Ayane – Senza fare sul serio

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=CtvxNJHCrCc]

2. Mecna – Pace (prod. Lazy Ants)

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=TWmzjvfpusU]

3. Major Lazer & Dj Snake – Lean on (feat. MO)

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=YqeW9_5kURI]

4. Rox – Kryptonite

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=DZrybjt2M1Y]

5. Nicky Minaj ft. Beyoncé – Feeling Myself

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=iAW7-HyxoyE]

6. Lauryn Hill – To Zion

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=1sQjh261rU8]

7. Jessie Ware – Champagne kisses

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=kIVHAhbKdcg]

8. Elvis – Suspicious minds

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=SBmAPYkPeYU]

9. Oasis – Champagne supernova

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=tI-5uv4wryI]

10. Fat Freddy’s Drop – Hope

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=vLPIj3TMS_c]

Foto | feeling myself’s video

Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet arriva al Cinema

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Arriva nelle sale italiane dal 28 maggio, grazie a Fulvio e Federica Lucisano per Italian International Film in collaborazione con Rai Cinema e alla distribuzione di Microcinema, Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet, il nuovo film di Jean-Pierre Jeunet, (La città perduta, Alien, Il favoloso mondo di Amelie) tratta dal romanzo La mappa dei sogni di Reif Larsen.

T.S. Spivet (Kyle Catlett) è un bambino prodigio di dieci anni con una passione per la cartografia e le invenzioni. Vive in un ranch nel Montana insieme alla sua famiglia: la mamma (Helena Bonham Carter), ossessionata dalla morfologia degli insetti, il padre, un cowboy nato nel periodo storico sbagliato (Callum Keith Rennie), Gracie, la sorella adolescente che sogna di diventare Miss America (Niamh Wilson) , e Layton, il gemello di T.S. e vero orgoglio del padre (Jakob Davies).

Una telefonata improvvisa dello Smithsonian Institute di Washington annuncia al piccolo T.S. la vittoria del premio Baird per l’elaborazione di un dispositivo dal moto perpetuo. Dopo essere stato invitato a tenere un discorso al museo, T.S. decide di dirigersi segretamente verso Washington, su un treno merci che attraversa tutti gli Stati Uniti. Allo Smithsonian, però, tutti ignorano la sua vera età.

Dopo quattro anni di silenzio, Jeunet torna a rallegrare i  cinefili di tutto il mondo con la tecnica che l’ha sempre contraddistinto: virtuosismi straordinari, ritmo incalzante e la prospettiva innocente. Kyle Catlett è la piccola grande rivelazione del film: la sintesi perfetta tra il personaggio di Amelie Poulain e lo scorsese Hugo Cabret .

Tra complesse e barocche scenografie, emergono anche altri grandi attori: Helene Bonham Carter, Dominique Pinon, attore feticcio del regista scelto per dare brevemente vita al vagabondo Due Nuvole (momento di forte comicità e poesia); i piccoli Jacob Davies e Niamh Wilson; l’australiana Judy Davis e il canadese Callum Keith Rennie, conosciuto principalmente per la partecipazione in 50 Sfumature di Grigio.

Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet è la storia di un viaggio lungo quanto l’AmericaUn percorso faticoso che  il piccolo eroe sente di dover affrontare per il superamento di un profondo dolore di cui nessuno parlava mai. Tra le silenziose e desolate praterie del Montana, il piccolo Spivet si getta tra gli infiniti angoli retti delle metropoli, inspiegabilmente tirate su da uomini criptici e perennemente inclini al caos.

Ancora una volta Jeunet ci regala una pellicola sulla forza dell’immaginazione e dei sogni e lo fa attraverso la purezza  del nostro piccolo eroe e l’ineguagliabile fotografia di Thomas Hardmeier, mostrandoci come la vera Bellezza sia invisibile agli occhi.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=dV07onbWvSc]

donna piu vecchia del mondo

La donna più anziana del mondo ha 116 anni

la donna più anziana del mondo

La donna più anziana del mondo ha 116 anni, li ha compiuti il mese scorso e si chiama Jeralean Talley. È di Inkster, in Michigan, e ha preso il posto della precedente detentrice dell’insolito titolo di longevità, Getrude Weaver, scomparsa lo scorso Aprile alla stessa età.

Questa donna ha attraversato scorci di tre secoli, dal diciannovesimo al ventunesimo, vivendo per intero il Novecento, le due guerre mondiali, la grande depressione americana, i movimenti per i diritti civili e tutte le rivoluzioni industriali, politiche, sociali e digitali del nostro tempo.

Che le donne siano in media più longeve degli uomini è un fatto noto, più sorprendente ci sembra invece che il primato di longevità spetti ad una donna americana. Non è il popolo della Terra più noto per uno stile di vita sano e il segreto di lunga vita tradizionalmente viene stato attribuito alle popolazioni orientali.

Che il suo segreto stia nel sorriso? La figlia Thelma racconta: “Mia madre mi ha detto che quando qualcuno ti offre qualcosa – anche se non ne hai bisogno o non è ciò che volevi – devi accoglierlo con un sorriso.” Ci sembra uno stile di vita degno di ammirazione, oltre che un ottimo consiglio per affrontare la vita che quando si fa lunga, anzi lunghissima, può diventare anche pesante da sostenere. Un sorriso forse può fare davvero la differenza.

Jeralean dimostra che la sua tecnica funziona e considera “ogni giorno come un dono” secondo quanto ha dichiarato al Detroit News che l’ha intervistata. Ha confidato anche di amare la pesca e il bowling, di andare regolarmente in chiesa, di cucire ancora con le proprie mani e di essere ghiottissima di torte. Ed ecco un altro dei suoi segreti: fare ciò che ci piace e ci fa stare bene. Un suggerimento che appare banale ma in tutta coscienza quante di noi possono affermare di avere in cima alla scala delle priorità i piccoli piaceri prima dei troppi doveri?

donne senza capelli

Donne senza capelli: Leyah Shanks si rasa per la ricerca sul cancro

donne senza capelli

Leyah Shanks è una giovane blogger scozzese che da alcuni anni promuove un Tumblr basato sulla promozione della fiducia in se stessi e nel proprio corpo, senza sentirsi in dovere di aderire ad uno standard di bellezza socialmente condiviso.

Il blog si chiama Body Confidence Revolution e salta agli onori delle cronache per l’ultima azione della sua autrice che si è rasata a zero per dimostrare che una donna non ha bisogno di capelli lunghi per sentirsi femminile e bellissima.

L’iniziativa aveva lo scopo di raccogliere fondi da destinare alla ricerca sul cancro. Leyah ha promesso di raparsi la testa se avesse raggiunto, grazie alle donazioni dei suoi lettori, la cifra di 500 sterline da donare alla ricerca. Ci è riuscita e ha mantenuto la promessa.

La ragione di questa scelta risiede sia nell’essenza stessa del suo blog che in una vicenda personale che ha coinvolto la sua famiglia, con l’inevitabile riflessione che porta con sé la paura di dover affrontare un cancro.

Le donne che subiscono la perdita dei capelli per via della chemioterapia sono tantissime e sono costrette ad aggiungere alla terribile prova del cancro anche la preoccupazione per i propri capelli e la sensazione di vedere diminuita la propria femminilità.

Con la sua dimostrazione Leyah condanna il senso di esclusione sociale imposto alle donne che perdono i capelli loro malgrado e si batte contro lo stereotipo di una donna la cui femminilità risiede anche nei capelli. E continua dicendo che:

“Avere una malattia come il cancro non ti definisce come persona. Capelli o non capelli, sei magnifica. Non c’è nulla di cui vergognarsi nell’essere calve.”

Un messaggio forte, mai troppo ribadito, che pone l’accento sulla necessità di rappresentare la realtà e le sue diversità, senza bisogno di edulcorarla o nasconderla.

“Ci viene chiesto di aderire ad una femminilità stereotipata, ma è un ideale preistorico perché la femminilità è molto più di ciò che appare.”

Anastasia Volochkova

Anastasia Volochkova, licenziata dal Bolshoi perché grassa, torna a danzare

Anastasia Volochkova

Si parla così tanto di corpi femminili sfruttati dalla pubblicità e di modelle troppo magre, ci si indigna e ci si domanda se sia ancora accettabile nella società odierna, eppure raramente ci si accorge di quanto accade dietro le quinte, lontano da passerelle e riflettori.

È il caso di tutti quei mestieri che si basano proprio sull’uso del corpo e che impongono spesso non solo la necessaria disciplina fisica ma anche una forma esasperata che rischia di rasentare l’anoressia. È il caso delle ballerine e per un pelo non è stato anche quello di Anastasia Volochkova.

Anastasia era la prima ballerina del Bolshoi di Mosca, lo storico e acclamato balletto classico che nel mondo viene considerato uno dei più grandi, se non il migliore in assoluto. Nel 2003 l’artista era stata licenziata in tronco per colpa di un fisico troppo “pesante per una ballerina” e “difficile da sollevare.” Anastasia aveva trascinato il balletto in tribunale e aveva riavuto il lavoro ma dopo il 2004 non era più stata inclusa in alcuna produzione della compagnia.

Questi i fatti, fino a poco tempo fa. Oggi Anastasia ha lasciato la danza e si è messa alle spalle le amarezze di un mondo che tutti riconoscono come duro ma che in pochi ammettono possa essere anche molto pericoloso, specialmente per le giovanissime.

Adesso fa la modella e l’attrice, è tornata a studiare, ha conseguito un master in economia. Ma il primo amore non si scorda mai e sul proprio account Instagram mostra ancora le sue doti di flessibilità ed eleganza a dispetto di un peso che non appare miminamente eccessivo, né sgraziato.

Photo Credits |Instagram

Festival di Cannes, Dheepan vince la palma d’oro

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Si è conclusa oggi la 68ª edizione del festival del cinema di Cannes con la vittoria di Jacques Audiard per il suo Dheepan. Nessun riconoscimento ai tre film italiani in concorso: Mia madre di Nanni Moretti – che si è aggiudicato il premio della giuria ecumenica – Youth – La giovinezza di Paolo Sorrentino e Il racconto dei racconti di Matteo Garrone. Nonostante la grande delusione, resta la consapevolezza di aver dominato la scena con tre pellicole apprezzate da critica e pubblico di tutto il mondo.

Tutti i premi

Palma d’oro Dheepan, Jacques Audiard

Grand prix Saul fia (Il figlio di Saul), László Nemes

Premio della giuria The Lobster, Yorgos Lanthimos

Miglior regia Nie Yinniang, Hou Hsiao-Hsien

Miglior attore Vincent Lindon, La loi du marché

Miglior attrice (premio ex aequo) Rooney Mara, Carol, e Emanuelle Bercot, Mon roi

Miglior sceneggiatura Chronic, Michel Franco

Miglior cortometraggio Wave 98, Ely Dagher

Trailer del film vincitore Dheepan

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=bfhMMDiRvzo]

Foto | Festival di Cannes sito

7 motivi per non depilarsela

7 motivi per non depilarsela

7 motivi per non depilarsela

Ci sono tanti buoni motivi per una depilazione accurata e frequente, specialmente nelle zone intime. Li conosciamo tutti molto bene noi donne che mensilmente, o anche più spesso, fissiamo l’appuntamento dall’estetista o ci dedichiamo al contorsionismo per fare da sole.

Ci sono però anche alcuni buoni motivi per non depilarsela, anche se la maggior parte suscita mille obiezioni oppure sono solo motivazioni ironiche. Noi ne abbiamo identificate 7 ma la lista è pronta ad essere estesa ed integrata perché ciascuna di noi ha anche i suoi bravi motivi personali.

Donna baffuta sempre piaciuta

Che valga anche per le zone più intime? Siamo sicure di sì, anche se non lo ammetteremmo mai pubblicamente perché la società ci vuole glabre, lisce e pulite.

Batteri

Depilarsi rende più vulnerabile una zona molto delicata che il pelo contribuisce a proteggere. Con buona pace dell’igiene, però. In fondo basterà lavarsi con un po’ di cura in più, no?

Acconciarsi

Si possono creare insolite acconciature anche lì dove non batte il sole. La tendenza degli ultimi anni per i capelli per esempio ha visto un ritorno delle trecce. Pur sempre di capelli si tratta, in un certo senso…

Feromoni

Una zona intima non depilata sprigiona molti più feromoni che com’è noto attraggono la preda sessuale. È molto più facile rimorchiare, può esserci un motivo migliore di questo per chi è a caccia dell’uomo della propria vita?

Che dolore!

La depilazione intima fa male, molto male. Chi non ha mai cacciato un urlo in faccia all’estetista che strappa la ceretta alzi la mano e continui pure a sottoporsi alla tortura con soddisfazione.

Spreco di tempo

La depilazione richiede tempo, dedizione, frequenza e anche soldi da investire nell’impresa. E le estetiste hanno sempre l’agenda piena.

Inquinamento

Rasoi, cerette e creme depilatorie inquinano l’ambiente, si devono smaltire e spesso sono composti da sostanze chimiche che non fanno certo bene alla nostra pelle.

Photo Credits | Vladimir Gjorgiev / Shutterstock.com

Gli Impressionisti, il film arriva nelle multisale UCI

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Martedì 26 maggio, 44 multisale del Circuito UCI Cinemas proietteranno Gli Impressionisti, un evento cinematografico unico distribuito da Nexo Digital che racconta la straordinaria storia dell’Impressionismo e del visionario mercante d’arte che per primo sostenne il movimento: Paul Durand-Ruel.

Gli Impressionisti è un tour in contemporanea mondiale tra le opere del Musée d’Orsay e Musée du Luxembourg di Parigi, della National Gallery di Londra, del Museum of Art di Philadelphia in occasione della mostra che sta conquistando Londra, Inventing Impressionism.

Le multisale UCI proietteranno Gli Impressionisti il 26 maggio in un doppio spettacolo alle 18 e alle 20.30 . Il pubblico sarà condotto in un viaggio alla scoperta della più completa mostra mai realizzata sull’Impressionismo per una visita esclusiva e privilegiata attraverso opere passate tra le mani di Durand-Ruel, che supportò l’Impressionismo quando ancora l’establishment internazionale lo ridicolizzava.

La mostra svela lo spirito imprenditoriale del parigino Durand-Ruel e le sue intuizioni rivelatrici, come la coraggiosa decisione di esportare le opere degli Impressionisti a New York nel 1886, quando in Europa non erano ancora accettati, rischiando personalmente la bancarotta e portando il movimento ad essere universalmente riconosciuto a livello mondiale.

Il parigino Paul Durand-Ruel (1831-1922), infatti, è il mercante d’arte che ha svelato gli Impressionisti al mondo. Il primo incontro avvenne a Londra nel 1870, quando il movimento era ancora totalmente ignorato e deriso dal sistema dell’arte. Durand-Ruel, incantato dalle opere controcorrente di Monet e PissarrO, acquistò i loro dipinti e li espose a Londra tra il 1870 e il 1874. Diventò così il loro leale amico e finanziatore: tra il 1891 e il 1922, infatti, Durand-Ruel acquistò circa 12.000 opere, di cui 1.000 di Monet, circa 1.500 di Renoir, più di 400 a testa di Degas, Sisley e Boudin, circa 800 di Pissarro, 200 di Manet e 400 di Mary Cassatt.

Con notevole fiuto critico e imprenditoriale Paul Durand-Ruel rischiò la propria fortuna più volte, difendendo gli Impressionisti nelle loro battaglie ed è tuttora considerato il padre del mercato internazionale d’arte: inventò infatti il concetto di mostra monografica dei “suoi” artisti, ed lo esportò aprendo “filiali” della sua galleria parigina a Londra, Bruxelles e New York, costruendo così la fama degli Impressionisti.

Senza di lui non saremmo sopravvissuti”, dichiara Monet riferendosi al mercante d’arte e collezionista Paul Durand-Ruel, celebrato nella mostra “Inventing Impressionism” esposta al Musée du Luxembourg di Parigi, alla National Gallery di Londra e, da giugno, al Museum of Art di Philadelphia.

Le prevendite sono aperte. Il prezzo del biglietto intero è di 11 euro, mentre il prezzo per il biglietto ridotto e per i convenzionati è di 9 euro. È possibile acquistare i biglietti presso le multisale UCI che proietteranno l’evento, o tramite internet sul sito www.ucicinemas.it.

L’evento cinematografico unico sarà proiettato in contemporanea mondiale in Europa, Stati Uniti, Canada, Africa, Asia, Australia, Nuova Zelanda e America Latina.

Foto e fonte | UCI’s press