Lillian Weber, a 99 anni cuce un abito al giorno per le bambine povere

Lillian Weber Iowa Bambine povere

Quella di Lillian Weber, signora dell’Iowa che il prossimo maggio compirà 100 anni, è una bella storia. Dal 2011 Lillian cuce e confeziona un abito nuovo al giorno, e non lo fa per sé o per adempiere a qualche commissiona. Lillian cuce per aiutare le bambine bisognose nel mondo.

Ad oggi Lillian ha donato oltre 840 abiti a Little Dresses for Africa, un’organizzazione cristiana no profit che si occupa di distribuire abiti alle bambine e ragazze in difficoltà. L’obiettivo di Lillian è di arrivare al confezionamento di 1000 prima del prossimo compleanno (maggio 2015): “Quando arriverò a 1000 andrò ancora avanti, se sarò in grado. Non c’è motivo di starsene con le mani in mano”, ha dichiarato durante un’ intervista televisiva; mentre la figlia di Lillian ha aggiunto che ogni abito cucito è diverso e originale: “Sono tutti personalizzati, perché per lei non è sufficiente creare gli abiti. A ciascuno deve dare un tocco personale, qualcosa di speciale”.

Una volta confezionati, gli abiti di Lillian sono spediti dalla Little Dresses for Africa negli orfanotrofi, nelle chiese e nelle scuole di 47 paesi dell’Africa e in altre zone povere del pianeta come Haiti, Honduras, Thailandia, Messico e anche in alcune città degli Stati Uniti.

Altre signore del quartiere si sono unite alla sua causa con la voglia di dare il proprio contributo all’organizzazione benefica.

Fonte |huffingtonpost.com

Foto |WQAD-TV

Freddie for a Day: l’Hard Rock celebra il 5 settembre, giornata mondiale dedicata al leader dei Queen

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Freddie for a Day è la giornata mondiale dedicata a Freddie Mercury, uno dei più grandi e influenti artisti nella storia del rock e vera Icona per tante generazioni. Il cantante, che fondò il leggendario gruppo britannico Queen, morì a soli quarantacinque anni per una broncopolmonite aggravata da complicazioni dovute all’AIDS.

Il 5 settembre 2014 Freddie avrebbe compiuto 69 anni , motivo per cui è stata scelta proprio questa data per il Freddie for a Day. Anche gli Hard Rock Cafe Italiani –  Roma, Venezia e Firenze- parteciperanno alla giornata mondiale a lui dedicata, con una maratona di eventi finalizzati alla raccolta fondi a sostegno del Mercury Phoenix Trust, organizzazione di volontariato impegnata nella ricerca e nella lotta contro l’AIDS e l’HIV.

Per l’occasione, in collaborazione con Universal Music Italia, nei tre Hard Rock italiani, sarà proiettato in anteprima nazionale  Queen Live At The Rainbow ’74, la leggendaria registrazione del concerto dei Queen al Rainbow di Londra del 31 Marzo 1974, con immagini e suoni appena restaurati e arricchiti da riprese inedite. Il DVD dello storico concerto sarà in vendita nei negozi di dischi dal 9 settembre, nei formati 2CD, 2LP, 4LP, Bluray ed il Box da collezione stampato in tiratura limitata.

Freddie For A Day è una raccolta fondi globale per la lotta all’AIDS e insieme una campagna di sensibilizzazione che consente ai fan di tutto il mondo di aiutare il Mercury Phoenix Trust divertendosi. La nostra collaborazione con l’Hard Rock Cafe permette di innalzare ulteriormente il profilo di Freddie For A Day e di unire le forze per celebrare la vita di Freddie e nel contempo aiutare i meno fortunati a combattere la terribile malattia che ha messo fine alla vita del cantante, ha dichiarato Claudia Walker dell’organizzazione  Mercury Phoenix Trust.

Una giornata intera nei tre cafe ricca di intrattenimento, immagini e musica con le migliori cover band italiane, quiz a tema e contest per il migliore Look alla Freddie. Per scoprire i programmi specifici del Freddie For a Day, basta visitare le pagine Facebook dei rispettivi cafe: Venezia , Firenze e Roma.

Foto | 06blog.it

In video |  Queen – Too Much Love Will Kill You

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Angelina Jolie, l’abito da sposa con i disegni dei figli

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Era il 23 agosto, e Angelina Jolie e Brad Pitt convolavano a nozze in Francia a Chateau Miraval, in una cerimonia privata e molto intima che il magazine People è riuscito a raccontare in un’esclusivo servizio fotografico dedicato all’evento. In copertina la splendida Angelina Jolie, che indossava un meraviglioso abito da sposa che vogliamo studiare in tutti i suoi dettagli.

L’abito da sposa di Angelina, firmato Atelier Versace e consegnato ad Angelina da Donatella in persona, è un lungo abito da sposa in seta lucida con corpetto tagliato in due e arricciato sul seno. Le micro spalline completavano la scollatura tondeggiante. La gonna ampia parte dalla vita e l’abito sembra non avere nessun altro dettaglio, almeno sul davanti. Ma il vero dettaglio stupefacente sono il retro della gonna e il velo. Si tratta di un velo di tulle tagliato a vivo, con una ribaltina lunga che però Angelina ha indossato solo sul retro, almeno per quanto possiamo vedere dalle immagini. Sia il retro della gonna, sia il velo sono decorati con tantissimi disegni fatti dai figli della coppia, che sono stati riprodotti sull’abito dalla mano sapiente dal maestro Luigi Massi dell’Atelier Versace. Angelina e Brad, conosciuti e apprezzati anche per la loro grande famiglia di figli naturali e adottati, hanno fortemente voluto che i loro figli avessero un ruolo importante nel giorno delle nozze e che partecipassero alla loro gioia.

Voi cosa ne dite? Secondo noi quest’abito, che all’apparenza non sembrava originalissimo, per lo meno nello stile, è in realtà un vero pezzo d’arte. Simbolo di una unione che mette la famiglia al centro di tutto.

Ama le tue smagliature, su Instagram la rivolta delle donne imperfette

smagliature

I social network stanno ormai diventanto lo strumento più immediato per portare avanti battaglie delicate: e così, dopo Twitter usato dalle donne turche che rivendicano pari diritti degli uomini, ecco che è Instagram a diventare luogo di ribellione per tutte quelle donne imperfette: donne normali, che lottano ogni giorno contro inestetismi, imperfezioni e… smagliature e che hanno creato una pagina che si chiama Ama le tue smagliature: un inno ad accettarsi per come si è, senza farsi troppi problemi.

Da Twiggy a MiuMiu, le donne che hanno fatto la storia della moda

passerella

Laeffe dedica ancora una volta spazio al mondo femminile e a tutte quelle donne che hanno fatto la storia della moda: da Twiggy a MiuMiu, eccole le protagoniste di Storie di Donne, il ciclo di appuntamenti in onda ogni lunedì e mercoledì su canale 50 Dtt e tivùsat, 139 Sky.

Anaconda di Nicki Minaj, un singolo da record

Anaconda_Nicky Minaj

Efficace, potente, insolito. Potremmo definire così Anaconda, il nuovo singolo di Nicki Minaj, un pezzo intrigante e sensuale come il suo personaggio. Il beat, con una batteria quasi inesistente, è arricchito da un forte basso che si ripete durante il repertorio di tecnica e rime della rapper.

La canzone procede con un campione di voce maschile che alza la traccia nell’attesa di un drop inesistente, sostituito però da un insolito ritornello che rimane fisso in testa.

Il pezzo è cucito ad hoc su un video in piena atmosfera animalier, dove Nicki Minaj si muove tra tante belle ragazze come uno sceicco nel suo harem.

Con questo nuovo singolo, la Minaj è riuscita a battere due record importanti. La rapper, infatti, ha superato da poco il record di Michael Jackson per il maggior numero di singoli entrati nella Billboard Hot 100. Il secondo, invece, riguarda le visualizzazioni: Nicki è riuscita a scavalcare, con 19,6 milioni di visualizzazioni durante le prime 24 ore, il record di Miley Cyrus, che ne aveva ottenuto 19,3 con Wrecking Ball.

Il video di Anaconda, anche dopo l’esibizione di Nicki agli MTV Video Music Awards, ha raggiunto quasi i 100 milioni di visualizzazioni e, grazie a questi risultati, il singolo si è posizionato al numero 2 della Billboard Hot 100.

Il video Anaconda di Nicki Minaj

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I film italiani che hanno vinto il Festival di Venezia

Venice Film Festival

Il 27 agosto si è aperta Venezia 71, la 71esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che si svolge nello storico Palazzo del Cinema del Lido, sotto la direzione di Alberto Barbera.

Il festival di Venezia è il più antico del mondo. Infatti, la prima edizione del festival risale al 1932. Quest’anno ci sono tre film italiani in concorso – Anime Nere, Hungry Herts e Il Giovane Favoloso – e sono numerosi anche quelli che concorrono nella Sezione Orizzonti. Ma quali sono stati i film italiani che negli anni hanno vinto il prestigioso Leone D’Oro? E quanti in tutto?

L’Italia ha vinto 11 Leoni D’Oro ex aequo con la Francia; i film, elencati secondo un ordine cronologico, sono:

1. Giuletta e Romeo, di Renato Castellani (1954) con interpreti principali Laurence Harvey e Susan Shentall.L’opera di Castellani rispecchia fedelmente lo svolgersi degli avvenimenti del dramma shakespeariano.

2. La Grande Guerra di Mario Monicelli (1959) con Alberto Sordi e Vittorio Gassman. È considerato uno dei migliori film italiani sulla guerra e uno dei capolavori della storia del cinema. Vincitore del Leone D’Oro ex aequo con Il Generale della Rovere di Roberto  Rossellini, fu nominato all’ Oscar come miglior pellicola straniera. Si aggiudicò inoltre tre David di Donatello e due Nastri d’Argento. Ottenne un enorme successo anche all’estero, soprattutto in Francia.

3. Il Generale della Rovere di Roberto Rossellini (1959) con Vittorio De Sica. E’ realizzato su un soggetto di Indro Montanelli, dalla rielaborazione del quale prese forma l’omonimo romanzo.

4. Cronaca Familiare di Valerio Zurlini (1962), tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Vasco Pratolini, con Marcello Mastroianni e Jacques Perrin.

5. Le mani sulla città di Francesco Rosi (1963) con Rod Steiger. E’ un film che affronta un tema drammatico di impegno civile e di denuncia spietata contro corruzione e la speculazione edilizia degli anni sessanta.

6. Deserto Rosso di Michelangelo Antonioni (1964), con Monica Vitti e Richard Harris. Il film racconta la storia di Giuliana, una moglie depressa e tormentata. La donna vive un senso di insoddisfazione e di inadeguatezza, che la spingono sulla’ orlo del suicidio, complici l’assenza del marito e l’alienazione di una modernità priva di significato autentico. Come nei tre precedenti film con Monica Vitti, questo nono film di Antonioni – il suo primo a colori – mostra come “la donna sia l’antenna più sensibile di una nevrosi comune nel contesto della società dei consumi e della natura inquinata”.

7. Vaghe stelle dell’Orsa di Luchino Visconti (1965), con Claudia Cardinale e Jean Sorel. Narra la storia di Sandra, che accompagnata dal marito Andrew, torna nella città natale di Volterra per donare al comune un parco da intitolare al padre, uno scienziato ebreo morto in un campo di concentramento. Il titolo è l’incipit di Le ricordanze, uno dei canti di Giacomo Leopardi.

8.La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo (1966), con Brahim Haggiag e Jean Martin. Il film ha acquisito valore di un’opera di testimonianza e di rivisitazione dei fatti storici contemporanei. La pellicola è interamente ambientata ad Algeri durante la guerra d’Algeria (1954-1962) ed è stato selezionato tra i 100 film italiani da salvare. Le musiche sono del maestro Ennio Morricone.

9. La leggenda del santo bevitore di Ermanno Olmi (1988) con Rutger Hauer. La pellicola è tratta dal racconto omonimo e autobiografico di Joseph Roth. Sotto i ponti della Senna uno sconosciuto benefattore dona ad Andreas Kartack, ex minatore senzatetto, 200 franchi. Andreas, che tiene al proprio onore, vuole sdebitarsi. Il distinto signore chiede, allora, che il “prestito” venga restituito alla Santa Teresa di Lisieux, a cui egli è devoto, indicando una chiesa in cui si trova la sua statua.
Per la parte principale fu contattato Robert de Niro, che però non si dimostrò convinto dal progetto.

10. Così ridevano di Gianni Amelio (1998) con Enrico Lo Verso e Francesco Giuffrida. Le vicende si svolgono nell’arco di sette anni (dal 1958 al 1964) in una Torino caratterizzata dalla discriminazione nei confronti dei meridionali. Il protagonista Giovanni, operaio siculo ed analfabeta, dopo aver raggiunto il fratello minore Pietro a Torino, cerca in tutti i modi di avviare quest’ultimo allo studio, affinché possa ottenere il diploma di maestro.

11. Sacro GRA di Gianfranco Rosi (2013) ed è stato il primo documentario ad aggiudicarsi il massimo riconoscimento nei settant’anni di storia del festival veneziano. Il film narra scene di vita reale che si svolgono lungo il Grande Raccordo Anulare, l’anello autostradale che circonda Roma. Il regista presenta la storia di persone comune, senza commenti esterni.

Foto | rai.it

Su Facebook anche le foto delle donne che allattano

I social network hanno ristretto l’uso delle foto che mostrano le nudità femminili ma le donne hanno avviato una protesta, anzi una social protesta all’insegna dell’hashtag #FreeTheNipple, che vuol dire “Liberate i capezzoli”. Adesso le donne che allattano possono pubblicare le loro foto con i bambini impegnati nella poppata.