Scrivania portatile, un’idea per chi viaggia con i bambini

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I viaggi più o meno lunghi che contemplino la presenza dei figli, richiedono un’organizzazione estrema per fare in modo che i genitori che li accompagnano non vadano fuori di testa. L’obiettivo, diciamolo, è tenerli occupati evitando il più possibile di delegare lo svago alla tecnologia. Le scrivanie portatili sono una buona alternativa. 

Nuove postazioni PC, le idee degli IKEA hackers

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Si può partire da un mobile comune, come quello di IKEA per realizzarne uno completamente nuovo. E la novità è tutta nella capacità di hackerare i mobili dal design semplice dell’azienda svedese. Ecco cinque soluzioni per una postazione pc del tutto originale. 

Le 5 cose che non deve fare una donna incinta

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Ci sono cose che con il pancione si possono fare e cose che è meglio trascurare. Sul fare e non fare, nei nove mesi di gravidanza, ci sono tante disquisizioni, dibattiti accesi e rammarichi. Tutti, uomini e donne (soprattutto quelle che ci sono già passate) si sentono in diritto e in dovere di dare dei consigli alla donna incinta. 

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Se non ti presenti al matrimonio paghi la fattura

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Non sono poche le spose a cui l’organizzazione del matrimonio rischia di sfuggire di mano per un’eccessiva ansia di perfezione, ma in questo caso a lasciarsi andare un po’ troppo è stata la coppia di sposi dopo le nozze.

Anziché godersi il coronamento della propria felicità tra gli amici più cari o preparare la valigia per il viaggio di nozze, ha pensato bene di spedire una vera e propria fattura di rimborso a due amici (ma diremmo ex-amici, a questo punto) che non si sono presentati al ricevimento dopo aver dato conferma della loro presenza.

Potremmo dire molte cose sulla mancanza di educazione dei due invitati che non si sono premurati di avvisare per la loro assenza, ma quello che ci lascia a dir poco basiti è la fredda rabbia che deve aver mosso i due sposini per compilare e spedire, con tanto di richiesta di spiegazioni e danaro, la fattura con l’importo per i due pasti preparati, pagati e sprecati.

I matrimoni sono faccende costose e non poco spinose, lo sappiamo bene, ma che potessero essere anche occasione per la fine di un’amicizia in termini tanto spiacevoli, non lo avremmo mai immaginato.

Gli sposi e le loro famiglie sostengono costi esagerati per organizzare ricevimenti principeschi (ma in fondo alla coscienza dovrebbe emergere forte e chiaro il famoso detto “chi è causa del suo mal…”) ma ciò autorizza una coppia di sposi che si suppone immersa in un brodo di giuggiole di felicità ad inviarti una fattura così astiosa? Gravissima la colpa, senza appello la condanna per non essersi presentati alla celebrazione della loro gioia.

Gli sposi incriminati di tanta scortesia hanno spedito a Jessica Barker e consorte la sgradevole missiva contenente il conto del ristorante e una rude richiesta di spiegazioni. Spiegazione che Jessica ha dato pubblicamente a Kare 11 che l’ha intervistata: lei e il marito hanno dovuto rinunciare all’ultimo momento per via della non disponibilità della baby sitter che si prendesse cura dei bambini per la notte. Bambini che, secondo l’invito, non erano ammessi alle nozze.

Photo Credits | KARE 11 Facebook

Collezioni a/i 2015-2016, United Colors of Benetton Easy Care

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United Colors of Benetton conferma ancora una volta il suo grande amore e rispetto per le donne e lo fa risparmiando loro una delle attività più noiose e faticose: stirare! UCB veste la donna del 2016 con un minimalismo trendy e urban chic, total black, grazie a capi che sembrano essere dei veri e propri passepartout, sviluppati con una tecnologia no-iron che garantisce un look sempre fresco e attuale senza dover stirare.

Paris Fashion Week p/e 2016, l’aeroporto Chanel

Chanel : Runway - Paris Fashion Week Womenswear Spring/Summer 2016

Dopo il finto supermercato e il fake casinò, quest’anno Karl Lagerfeld ha scelto di ambientare la sua sfilata in un finto aeroporto, un tema a quanto pare ricorrente nella storia dello stilista al servizio di Chanel.

Pressione alta, giovani più a rischio a causa di internet

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Giovani più a rischio di soffrire di pressione alta a causa di internet che provocherebbe non poche conseguenze negative sull’organismo. I ricercatori dell’ospedale Henry Ford di Detroit (Usa) hanno messo a punto uno studio specifico che è stato pubblicato sulla rivista Journal of School Nursing e che punta il dito contro lo stare troppe ore davanti al computer, tra chat, social network e siti web.

Fiat, la lotta operaia contro le tute bianche

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Non esistono più tute blu nelle fabbriche della Fca. Da tempo sono state sostituite da quelle bianche, un cambio voluto dallo stessa dirigenza diversi anni fa.

Gli operai non hanno mai apprezzato la novità e le operaie ancor meno. A scatenare la battaglia sono state proprio le lavoratrice dello stabilimento Fiat di Melfi. Da giorni, infatti, nel sito lucano si discute sul problema delle tute che sembrano essere troppo bianche, motivo per cui molto spesso le donne si ritrovano i pantaloni macchiati di sangue durante il ciclo mestruale.

Come membro del coordinamento donne del sindacato ho ascoltato le lamentele delle mie colleghe e mi sono data da fare. In fabbrica accadono troppi episodi incresciosi del genere, in ogni reparto. Una situazione imbarazzante. Quando si verifica non sappiamo dove andare, visto che non possiamo tornare a casa. Abbiamo dieci minuti di tempo di pausa, ma non ce la facciamo mica ad andare in bagno tutte le volte, dove si accumula la coda delle colleghe, queste le parole di Pina Imbrenda, delegata Fiom nello stabilimento che ha iniziato a raccogliere le firme.

Circa cinquanta i casi simili raccolti dal sindacato nelle ultime settimane: lavoratrici costrette a rientrare in casa a causa della divisa macchiata, o altre colleghe rimaste chiuse in bagno con i pantaloni macchiati in condizioni di estremo disagio. Tutto questo è amplificato dalla posizione lavorativa “Noi facciamo i metalmeccanici, stiamo tutto il giorno in posizioni assurde – spiega l’operaia Pina dopo il turno di notte – perché lavoriamo dentro le macchine, facciamo un lavoro con il corpo piegato dentro le scocche. Diventa facile sporcarsi quando hai il ciclo mestruale. E così scatta un senso di umiliazione. Tutti in fabbrica lo vengono a sapere, qualcuno dei colleghi maschi fa anche il commento stupido tra le auto in fila. Tutto per colpa del pantalone chiaro. Per questo abbiamo deciso di agire cominciando a raccogliere firme per chiedere di cambiare il colore della divisa. Basta, non ce la facciamo più”.

La raccolta firme comprende attualmente la firma di circa 400 operaie (in azienda sono all’incirca 600 donne con contratto a tempo indeterminato su un totale di 8mila dipendenti) che hanno lasciato il loro numero identificativo aziendale, un segnale forte.

Le firme raccolte sono state spedite alla dirigenza dell’azienda Fca di Melfi che lo scorso venerdì ha affrontato il problema durante la commissione con tutte le sigle sindacali. La soluzione è arrivata ed è stata esposta in un comunicato della Fismic nella bacheca aziendale: “Da gennaio in arrivo una culotte da indossare sotto la tuta, per le donne alle prese con indisposizione mestruale”. Una scelta che non è stata condivisa dalle protagoniste di questa vicenda, che hanno paragonata la soluzione alla consegna di un pannolino.

Purtroppo la richiesta comporta una spesa rilevante, in quanto cambiare il colore della tuta comporterebbe adottare tale provvedimento per tutte le sedi dell’azienda. Ma i lavoratori si dicono convinti a risolvere la vicenda.

Su questa storia si sta cominciando a ricamare un po’ troppo. I lavoratori hanno visto questa richiesta delle loro colleghe come un modo per rivendicare una non dovuta esigenza di maggiore spazio. Quella tuta bianca è stata il frutto di una campagna di marketing, ma se l’azienda ascoltasse le esigenze delle sue dipendenti, penso che realizzerebbe una campagna comunicativa ancora più incisiva” – il commento di Roberta Laviano dalla segreteria regionale Uilm.

Foto | video melfi youtube