James Van Der Beek

James Van Der Beek, dopo la morte la moglie chiede aiuto economico

La scomparsa di James Van Der Beek, l’indimenticabile protagonista di Dawson’s Creek, lascia un vuoto profondo nel mondo dello spettacolo e tra i numerosi fan che lo hanno seguito fin dagli esordi.

L’attore si è spento l’11 febbraio a causa di una grave patologia tumorale contro cui combatteva dal 2024, un percorso difficile che aveva scelto di condividere apertamente sui propri canali social, offrendo riflessioni toccanti sulla vita e sulla malattia.

James Van Der Beek

L’ultimo messaggio social di James

Soltanto poche settimane prima di morire, il 26 gennaio, James aveva dedicato un ultimo, commovente messaggio alla figlia Annabel e a suo padre, che curiosamente festeggiavano il compleanno nello stesso giorno. In quell’occasione, l’attore aveva sottolineato come, nonostante le apparenze iniziali suggerissero personalità diverse, col tempo avesse imparato a riconoscere in entrambi lo stesso spirito generoso, caloroso e profondamente gentile. Li aveva descritti come anime creative e originali, capaci di portare gioia in ogni ambiente e di mantenere una rara purezza di cuore nonostante le complessità del mondo moderno. Quella dichiarazione di gratitudine e amore rimane oggi come un testamento spirituale della sua sensibilità.

Non è un caso come tutti i messaggi social, da parte di chi lo conosceva, sono intrisi di grandissimo amore e riconoscenza per aver avuto nella sua vita una persona di questo tipo. Tutti hanno riconosciuto la grande bontà d’animo di James Van Der Beek, un uomo che ha vissuto per la sua famiglia, dispensando sempre l’amore in ogni sua forma. Una perdita importante per tutti.

Le difficoltà economiche della famiglia Van Der Beek

Tuttavia, oltre al dolore per la perdita, emerge una realtà familiare estremamente complessa. La battaglia contro il cancro non ha logorato solo il fisico dell’attore, ma ha anche messo in ginocchio le finanze della sua numerosa famiglia. Insieme alla moglie Kimberly e ai loro sei figli, James aveva dovuto affrontare costi medici esorbitanti, arrivando persino alla dolorosa decisione di mettere all’asta i cimeli storici legati alla serie che lo aveva reso celebre per poter finanziare le cure.

Attualmente, la vedova Kimberly si trova a gestire una situazione economica precaria e ha deciso di rivolgersi alla solidarietà collettiva attraverso una raccolta fondi su GoFundMe. L’appello ai sostenitori e agli amici mira a garantire una stabilità minima per il futuro dei bambini, coprendo le spese domestiche più urgenti e assicurando loro la possibilità di proseguire gli studi. Si tratta di un tentativo di ricostruire un’esistenza serena partendo dalle macerie lasciate dalla malattia, cercando nella generosità del pubblico quella sicurezza che la lunga degenza ha inevitabilmente sottratto alla famiglia Van Der Beek.

tom holland

Tom Holland ricoverato per commozione cerebrale, stop alle riprese di Spider Man

Un grave incidente ha scosso la produzione del nuovo film Marvel, Spider-Man: Brand New Day, quando l’attore protagonista Tom Holland è stato trasportato d’urgenza in ospedale.

L’incidente è avvenuto venerdì scorso ai Leavesden Studios, durante la registrazione di una scena d’azione. L’attore, 29 anni, sarebbe caduto violentemente battendo la testa e riportando una commozione cerebrale.

tom holland

Riprese sospese fino a nuovo ordine

A seguito dell’accaduto, le riprese del film da 150 milioni di sterline sono state immediatamente sospese. Le fonti vicine alla produzione suggeriscono che lo stop potrebbe durare per diverse settimane, il tempo necessario per la completa guarigione di Tom Holland. Lo spavento è stato forte per coloro che erano sul set ed anche per lo stesso attore hollywoodiano, ma non ci sono complicazioni sul suo stato di salute.

L’uscita di Spider-Man: Brand New Day era già stata posticipata al 31 luglio 2026, ma questo imprevisto potrebbe causare un ulteriore slittamento della data. Al momento, non ci sono conferme ufficiali, ma la priorità resta la salute dell’attore. Nonostante questo impegno sul set, Holland sta lavorando anche a un altro progetto: The Odyssey di Christopher Nolan, un adattamento del poema epico di Omero, in cui recita al fianco della sua fidanzata Zendaya. Il periodo è quindi alquanto ricco per Tom, ma chiaramente può capitare di dover fare i conti con qualche imprevisto.

Zendaya sempre al fianco del suo Tom

Zendaya è stata spesso presente sul set per supportare Tom, come testimoniano le riprese al Brookwood Cemetery di Surrey, dove è stata avvistata mentre l’attore girava una scena sulla tomba di zia May. La coppia, che si è conosciuta nel 2016 sul set di Spider-Man: Homecoming, condividerà lo schermo per la quarta volta. Dopo le riprese in Surrey, la produzione si è spostata a Glasgow, trasformata per l’occasione in una perfetta New York.

Pochi giorni prima dell’incidente, Holland aveva mostrato un’anteprima del nuovo costume di Spider-Man attraverso un video sui social. La clip mostrava Holland di spalle davanti a una porta che si apriva, svelando gradualmente il suo nuovo look: un completo rosso e blu con un ragno nero sul petto. Nel video, l’attore si girava verso la telecamera chiedendo “We ready?”. Il filmato ha scatenato un’ondata di commenti tra i fan, con alcuni che lo hanno definito “perfetto” e altri che hanno espresso perplessità sul posizionamento dell’emblema.

Spider-Man: Brand New Day è il quarto film di Holland nel ruolo dell’Uomo Ragno, una parte che prima di lui è stata interpretata da Tobey Maguire e Andrew Garfield. Con un nuovo capitolo, un nuovo costume e nuove sfide, il film si preannuncia come un evento importante, ma per ora la priorità resta la ripresa del suo protagonista.

Maria Sole Sanasi d'Arpe Luigi Comencini letteraf

Maria Sole Sanasi d’Arpe: Comencini faceva parlare le facce dei bambini

Maria Sole Sanasi d'Arpe Luigi Comencini letteraf

Maria Sole Sanasi d’Arpe ci fa scoprire il libro di Luigi Comencini “Davvero un bel mestiere!” grazie ad un articolo pubblicato su cinquantamila.it, dal titolo “Il regista-fanciullo che faceva parlare le facce dei bambini”.

Il libro è l’autobiografia del regista, pubblicata postuma, in cui Comencini racconta l’infanzia, gli esordi della sua carriera e le tappe significative della sua attività di regista.

“Si parte dall’infanzia «delicata e gentile» – scrive Maria Sole – per volere di una madre molto presente e a tratti oppressiva nel suo affetto. Il tempo è trascorso nella campagna francese. Lui è un salodiano solitario al quale i compagni strappavano le ghette e «che il giovedì non andava a scuola, andava al cinema», sua personale forma di trasgressione, che attenua finalmente le ansie monopolizzandone l’attenzione”.

Il Comencini cittadino europeo, poi universitario a Milano che trascorre da solo a passeggiare le domeniche, ora post neorealista italiano a Roma che s’affaccia dall’Hotel de la Ville, incontra Carlo Ponti.

Dopo il film Proibito rubare, si reca a Napoli per girare il primo lungometraggio Bambini in città, “tentando di «rompere quel muro di verità tradita, quel falso realismo che invadeva il cinema italiano, dalle risaie ai pescatori siciliani»”.

“È apprezzato all’estero – afferma ancora Sanasi d’Arpe – grazie all’unica cosa vera: le facce dei ragazzini che parlavano da sole, ma non vuol fare un cinema di denuncia, piuttosto concretizzare sullo schermo «un’irrealtà che sembra vera», come definisce Mario Soldati il suo film Persiane chiuse del 1950. È sull’onda d’allegria che travolge il successo di Pane, amore e fantasia (amore fu aggiunto in ultimo, per scaramanzia), che comincia a prendere forma l’idea de La finestra sul Luna Park: la storia di un bambino con un padre assente che se ne sceglie un altro, cui segue la telefonata di Andreotti e le modifiche impostegli da Monsignor Angelicchio”.

“Realizza Tutti a casa, «un film che funziona» – aggiunge – e subito dopo La ragazza di Bube con Claudia Cardinale, voluto da Comencini in maniera insolitamente ostinata rispetto all’indole dubbiosa, grazie all’analogia tra l’amore di Bube per Mara e quello con sua moglie Giulia”.

L’attenzione è sempre indirizzata al pubblico al quale egli si rivolge direttamente attraverso la cinepresa, con il fine di suscitare emozioni autentiche nello spettatore, quelle stesse emozioni da cui è ogni volta capace di attingere nuove idee.

“Questa capacità – osserva Sanasi -, il dono innato della comunicazione, rende il suo modus operandi accessibile a ogni livello, seppur restando incompreso a lungo dalla maggioranza dei critici italiani, proprio come il suo bambino nel film omonimo. Film durante le cui riprese, egli avverte «una certa mescolanza tra la felicità domestica e quella che fioriva sul set» fiorentino. Il successo del suo Casanova, arriva dalla Francia, che «lo considera un artista», mentre a sua detta in Italia è «un artigiano con qualche sprazzo felice» ma soprattutto «il regista dei bambini»: per Comencini, il più grande spettacolo del mondo, che fanno della strada la loro arena gratuitamente e i protagonisti della serie/inchiesta del 1970 I bambini e noi, in seguito alla quale, uno degli intervistati, otterrà la parte di Lucignolo ne Le avventure di Pinocchio (1972)”.

I film che vedono Luigi Comencini dietro la macchina da presa non finiscono mai, da Delitto d’amore con Stefania Sandrelli, si passa a Lo scopone scientifico con Sordi e Silvana Mangano, La donna della domenica con Mastroianni e poi Cuore, l’adattamento del romanzo di De Amicis in sei puntate per la Rai.

“Non riesce a godere appieno – dice Maria Sole – del suo successo nei due anni successivi, «soffre troppo senza cinema»: ritrova energia e passione con La storia del 1984, lugubre scorcio su San Lorenzo a Roma negli anni Quaranta, tratto dal romanzo di Elsa Morante. Comencini ha settant’anni e con Gian Maria Volonté è la volta de Il ragazzo di Calabria, un successo per entrambi”.

«Era proprio un bel mestiere!» è l’esclamazione che chiude l’autobiografia, ma a chiudere il libro è un’intervista inaspettata, “un’intima intervista padre-figlia – conclude Sanasi – condotta appunto da Cristina Comencini, anche lei regista di fama internazionale, ripercorre con autenticità tutti gli aspetti inespressi della sua vita, dei suoi film, dei suoi progetti. La confidenziale tenerezza che può permettersi toni tenui e al contempo aspri nelle domande rivoltegli, è soltanto quella che c’è tra padre e figlia, che fanno lo stesso mestiere, proprio un bel mestiere”.

Luke Perry, il Dylan di Beverly Hills 90210 compie 50 anni

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Ma davvero Luke Perry doveva essere un personaggio di passaggio in Beverly Hills 90210? Questa è soltanto una delle cose che si sono dette nei confronti di Dylan McKay che ha fatto la fortuna della serie e oggi è uno splendido cinquatenne. Privalia gli ha dedicato una ricerca. 

Il Mio Grosso Grasso Matrimonio Greco 2, tutte le donne del film

Il Mio Grosso Grasso Matrimonio Greco 2 segna il ritorno di Nia Vardalos nei panni della protagonista Toula, sposata con l’amore della sua vita Ian Miller (John Corbetts) con cui ha avuto una figlia, Paris (Elena Kampouris). Nuovi problemi, vecchi familiari e tanti tanti malintesi per le donne di casa Portokalos, che in questo sequel sono protagoniste assolute e spumeggianti.

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Suffragette, un film sulle donne che cambiano il mondo

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Esce oggi nelle sale il nuovo film sulle donne Suffragette, la pellicola di Sarah Gavron che racconta la storia di un gruppo di attiviste che ha cambiato il mondo. A cavallo tra storia e fiction, il film si dipana seguendo le azioni di un gruppo di donne che negli anni compresi tra il 1903 e il 1913 lottarono attivamente in Gran Bretagna per il riconoscimento del diritto di voto.

Tra le protagoniste del film ci sono Carey Mulligan e Helena Bonham Carter oltre a Meryl Streep nel ruolo della storica leader del Women Social Political Union, Emmeline Punkhurst. Intrecciando le storie normali di donne comuni e quelle straordinarie di coloro che sono state ricordate dalla Storia, il film ottiene l’effetto di renderci partecipi di vicende che continuano a riguardarci tutte.

Ci riguardano non solo per gli esiti che hanno ottenuto e i diritti che ci hanno garantito ma anche per le scelte che tutte quelle donne hanno dovuto compiere per riuscire a cambiare le cose e portare avanti le proprie battaglie, sacrificando una parte di sé e superando tutti i limiti. Limiti imposti da una legge che vietava il diritto delle donne di votare e ignorava le loro istanze, ma anche quelli morali: fino a dove siamo disposte a spingerci per ottenere giustizia?

È la domanda che si pone anche Maud Watts, interpretata da Carey Mulligan, quando si avvicina al movimento femminista e deve fare i conti con un problema etico: giustificare la violenza, le azioni di forza, le dimostrazioni estreme pur di ottenere un risultato?

Le suffragette decidono che ne vale la pena e per questo vengono arrestate, picchiate e costrette ad alimentarsi con la forza quando scelgono la via dello sciopero della fame. Alcune perdono la vita lottando per i diritti di tutte, come nel caso di Emily Davison, attivista interpretata da Nathalie Press che il 4 Giugno 1913 fu ferita dal cavallo di Re Giorgio V durante una protesta, morendo pochi giorni dopo.

Fuocoammare, da Lampedusa a Berlino attraversando il mare

Fuocoammare

Fuocoammare di Gianfranco Rosi trionfa al Festival del Cinema di Berlino conquistando l’Orso d’Oro come miglior film con un racconto che tocca le corde dell’anima e sa essere al tempo stesso di bruciante attualità e di raffinatissima poesia, per ciò stesso sospeso nell’atemporalità.

Il regista e la sua troupe hanno trascorso un intero anno sull’isola di Lampedusa, approdo di migranti, per raccontare l’arrivo dei migranti e la vita del luogo da un punto di vista diverso, più profondo e umano rispetto alle distorsioni televisive.

Rosi lo fa partendo dalle persone, quelle che popolano l’isola e quelle che attraversando il mare e mille pericoli vi giungono o si perdono per sempre tra i flutti. Lo fa sulle note di una vecchia canzone, che si intitola proprio Fuocoammare.

Fuocoammare è un brano strumentale lampadusano con ritmi che richiamano un vecchio fox trot e si ispirano ad un episodio storico avvenuto sull’isola durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, quando una nave militare bruciò al largo di Lampedusa per una notte intera con un incendio che illuminò il cielo per lunghe ore.

Oggi quella storia continua a raccontarla Giuseppe Fragapane, il dj della piccola emittente radiofonica locale e nipote di Pippo che all’epoca quella canzone la suonava. Le parole sono andate perdute, la musica perdura insieme ai ricordi e oggi vi si sovrappongono nuove storie.

Nasce un intreccio che è fatto dalla migliaia di vite che raggiungono le coste e anche da tutte quelle che si perdono nel mare. È una danza di vita e morte che sfiora ma più spesso investe con veemenza le vite di chi nell’isola nasce e cresce, rimanendoci per sempre, mentre passano le vite di chi vi approda solo per ricominciare a viaggiare verso una destinazione ancora lontana e indefinita. È una storia di persone, fatte di sogni ma soprattutto di concretezze. Una storia di mare, orizzonti e terra sotto i piedi, quando si ha la fortuna di arrivarci. Di viaggi, paure e speranze. Di orrore e di umanità.