Capelli corti: Jhon Frieda spiega a chi stanno bene

Michelle Williams pixie cut

I capelli corti sono una scelta di look estremamente originale. Sono sempre trendy e soprattutto in questa stagione, tra bob, pixie cut e lob potreste avere voglia di darci un taglio. Ma a chi stanno bene i capelli corti? La risposta più semplice è quella della regola dei 5,5 cm.

Questa magica misurazione è stata scoperta dal trendsetter Jhon Frieda, ideatore di una linea di prodotti per capelli professionale. Secondo il suo metodo il problema sta tutto nella dimensione degli angoli del volto. Frieda infatti ha scoperto che l’angolo della mascella determina se un volto è più adatto a un taglio corto o a un taglio lungo. Il risultato di questa misurazione è provato, semplice e sempre esatto, e il risultato di queste misure può aiutare tantissimo a scegliere il giusto taglio di capelli.

Detta così potrebbe sembrare complicato, in realtà è semplicissimo. Per cominciare, prendete una matita e posizionatela esattamente sotto il mento. Poi prendete la riga e appoggiatela sotto il lobo dell’orecchio. Prendete la misura dall’intersezione tra la matita e la riga. In sostanza si tratta di leggere quale misura indica la punta della matita sulla riga. Se la misura è minore o uguale a 5,5 cm (2,25” nelle misure americane) il vostro volto è perfetto per un taglio corto. Se invece misura di più è preferibile che scegliate un taglio medio o lungo.

Nella gallery potete ammirare tre look recenti di Michelle Williams, che sono esaustivi per capire quanto la lunghezza del mento sia importante per scegliere un taglio corto, sia che si tratti di un pixie cut che di un long bob.

Zara Mum, la linea premaman del celebre marchio

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Sin dai tempi più remoti, purtroppo, l’abbigliamento premaman ha sempre deluso ogni donna che avesse necessità di indossarlo. Abiti che nulla avevano a che fare con le tendenze del momento, estrapolati da un contesto storico e culturale, utili ma quasi mai belli. Oggi finalmente arriva la svolta nei guardaroba di tutte le future mamme del mondo, questa rivoluzione si chiama Zara Mum.

 

Naked wedding cake, le più belle torte nuziali senza glassa

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Si tratta di una torta di nozze molto speciale, ma soprattutto della wedding cake più di tendenza del 2015 e che siamo sicure sarà molto di moda anche per il 2016. La naked wedding cake è letteralmente una torta di nozze nuda. Niente panna montata, niente glassa e nemmeno copertura di fondente o di pasta di zucchero, la torta di nozze si mostra invece in tutto il suo splendore – e il suo sapore – mettendo in bella vista gli strati di pan di spagna e crema.

Se state pensando che si tratta di una strana idea, o che la torta nuziale potrebbe apparire scialba, date solo un’occhiata alle immagini della nostra gallery. Le naked wedding cakes sono molto chic, sono elegantissime, si possono decorare in tanti modi e sono soprattutto estremamente originali.

Non essendo ricoperte di panna o glassa questo tipo di torte prevede decorazioni di frutta o floreali che aggiungono un tocco di colore a una base generalmente fatta di pan di spagna e crema bianca. Ma la base, esattamente come le creme, si possono preparare in tanti gusti e colori. Ecco che quindi la torta nuziale diventa originale anche nel gusto se sceglierete un pan di spagna al cacao oppure una red velvet cake. Potreste anche giocare con basi diverse e creme di diversi gusti per creare interessanti effetti cromatici, che renderanno la vostra wedding cake assolutamente unica.

Essendo un dolce più fresco e leggero rispetto alle tradizionali torte di nozze, la naked wedding cake è la regina dei matrimoni primaverili o estivi. Nessuno vi vieta però di farla realizzare anche per un matrimonio autunnale o estivo, magari utilizzando decorazioni con la frutta di stagione. Nella gallery potete ammirare una meravigliosa torta nuziale decorata con i fichi.

Photo Credit| Brides

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5 ragioni scientifiche per scegliere una vacanza al mare

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Ogni estate il tormentone si ripete: vacanza al mare o in montagna? Il dilemma è sempre difficile da risolvere ma adesso arriva una teoria, portata avanti dallo scrittore Wallace J. Nichols, che ha spiegato del perché la vacanza al mare, quindi a contatto con l’acqua, sia la migliore perché fa bene alla nostra salute. La teoria chiama in causa basi scientifiche e ricerche fatte negli anni che hanno dimostrato l’effetto benefico del mare sulle persone. Non ci credete? Leggete di seguito per avere un quadro più chiaro!

Come organizzare le spezie in cucina

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Avere una cucina organizzata, soprattutto per quanto riguarda gli ingredienti, consente di preparare sempre pietanze nuove e garantisce nuovi stimoli ai fornelli. Ecco perché tra gli altri elementi di base, è bene avere anche delle spezie sistemate a dovere. Qualche consiglio per organizzare la dispensa. 

tradimento perchè lui lei tradiscono

Tradimento: ecco perchè lei o lui tradiscono

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I perchè del tradimento? Cambiano da uomo a donna molto spesso. E danno una immagine abbastanza chiara di cosa passa per la testa di tutti coloro che si impegnano in una relazione extraconiugale.

#ToyLikeMe

#ToyLikeMe, i giocattoli disabili

#ToyLikeMe

#ToyLikeMe è il nome di una campagna virale lanciata di recente online che prova come gli hashtag funzionino davvero e abbiano un’influenza diretta e importante sui comportamenti e sulla percezione del mondo.

È stata lanciata da un gruppo di genitori di bambini diversamente abili in Inghilterra. Lo scopo era sensibilizzare le persone e soprattutto le aziende sull’opportunità di riflettere anche nei giocattoli la realtà quotidiana dei bambini con disabilità.

La campagna web è stata accompagnata da un’immagine che rivisitava alcuni personaggi classici dei giocattoli per bambini in chiave disabile: su una sedia a rotelle, con un cane guida per non vedenti, con cicatrici e segni sulla pelle.

L’azienda Makies ha risposto concretamente all’appello e al tag, diventato virale nel giro di pochi giorni. Lo ha fatto lanciando una linea di giocattoli dal nome esplicito, Dolls with Disabilities, cioè bambole disabili.

giocattoli disabili makies

Sono state realizzate con stampa 3D e presentano tutte della disabilità più o meno evidenti ma molto diffuse nella vita reale di migliaia di bambini che possono riconoscersi così anche nei propri giocattoli.

Inevitabili le riflessioni e le reazioni suscitate da questa operazione. C’è chi accusa Makies di cavalcare l’onda per farsi pubblicità – anche perché le bamboline sono molto costose visto che la stampa 3D è una tecnologia relativamente nuova. Ma c’è soprattutto chi applaude l’iniziativa che ha dimostrato sensibilità e volontà di fornire risposte concrete.

I creatori del tag si dicono soddisfatti sulla propria pagina Facebook ma invitano a partecipare anche le grandi aziende come Lego, Playmobil e Mattel per rappresentare, creando giocattoli inclusivi, i 770.000 bambini inglesi con disabilità (che diventano addirittura milioni nel mondo).