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Libri erotici per donne, le scene più brutte del 2015

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Sebbene si apprezzi che degli autori mettano molto impegno nel creare dei libri erotici con uno sguardo sui bisogni del mondo femminile, non sempre i risultati sono considerabili dei veri e propri capolavori. In particolare se si cerca oltreoceano. Ecco quindi per voi un piccolo assaggio delle scene più brutte dei libri erotici del 2015.

Educare i maschi contro la violenza: intervista a Cristina Oddone, vincitrice del premio per il contrasto alla violenza di genere

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Cristina Oddone, vincitrice del Premio per la migliore tesi di ricerca sul tema del Contrasto alla violenza contro le donne, è assegnista dell’Università di Genova: lavora sui temi della violenza di genere in sociologia. Il premio per la miglior tesi di Dottorato in materia di contrasto alla violenza di genere le è stato conferito dalla delegazione italiana presso l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari opportunità, il Ministero degli Affari Esteri e della cooperazione internazionali, la CRUI e il Consiglio d’Europa.

Come ha affrontato il tema del contrasto alla violenza di genere nella sua tesi di Dottorato in Sociologia presso l’Università di Genova?
La tesi è un’etnografia nel primo centro di ascolto italiano, una ricerca empirica che è il risultato di un lunga osservazione presso il “Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti”, nato a Firenze nel 2009. Il tema della violenza di genere viene trattato dal punto di vista maschile, dal punto di vista degli autori di violenza. Nell’analisi non vengono analizzati casi di femminicidio, né esperienze di uomini detenuti per aver commesso violenza, ma casi di uomini che in maniera volontaria decidono di affrontare il problema della violenza – fisica, economica, psicologica – in ambito familiare e nelle relazioni di intimità.

Come funzionano i centri di ascolto per gli uomini autori di violenza?
I centri antiviolenza esistono dagli anni Settanta e hanno svolto un ruolo molto importante in sostegno alle donne, ma non si può combattere questo fenomeno senza lavorare sugli uomini, sul maschile e sulla relazione. Quindi è importante prendere in carico non solo le vittime, ma anche gli autori di violenze così come fanno i centri di ascolto per uomini autori di violenza.

Quale musica bisogna ascoltare in gravidanza

 

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Fa molto chic mettere le cuffie con la musica sul pancione bello tondo della donna incinta e spesso, a chi vede quelle immagini, si genera dentro la voglia di urlare che è soltanto un trovata frikkettona per vendere dischi. Ma non è così, la musica in gravidanza fa bene al feto. Anche se poi bisogna capire quali motivi far ascoltare al bambino. 

Fabrizio Corona docente di marketing per un giorno

Fabrizio Corona e Gabriele Parpiglia

C’è chi dice che Fabrizio Corona non possa insegnare marketing e non possa tenere un corso di comunicazione efficace, ma visto lo scalpore che ha suscitato la notizia, pare proprio che se lo possa permettere, ha ottenuto successo ancor prima di iniziare il lavoro.

Pelli sensibili e rosacea, la linea skincare Image Skincare

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Image Skincare lancia la prima linea dedicata alle pelli sensibili con problemi di rosacea, un problema dermatologico spesso sottovalutato, ma molto diffuso che colpisce soprattutto le donne sopra i 30 anni con la pelle chiara. 

Il rossore persistente sulle guance, il naso e la fronte, eruzioni cutanee o brufoli, occhi irritati sono solo alcuni dei sintomi che possono indicare la presenza di rosacea.

Giornata Internazionale contro il Femminicidio

Giornata Internazionale contro il Femminicidio

Giornata Internazionale contro il Femminicidio

Il 25 Novembre è la Giornata Internazionale contro il Femminicidio che sarà celebrata con una serie di iniziative in tutta Italia allo scopo di potenziare la sensibilizzazione sul tema della violenza sulle donne. Istituita per la prima volta dalle Nazioni Unite nel 1999, in Italia è stata accolta solo dal 2005 ma l’impegno cresce costantemente nel tempo. Non è ancora abbastanza, ma è già molto.

Per incoraggiare le donne a denunciare la violenza domestica, che costituisce la percentuale maggiore degli abusi su donne, si punta sul lavoro dei centri antiviolenza ma anche sul tentativo di operare un cambiamento culturale tra le persone comuni, agendo sulla percezione di un problema che troppo spesso viene trascurato o relegato alla pagina di cronaca nera dei telegiornali. È qualcosa che ci riguarda tutte.

A subire violenza sono molte più donne di quante non finiscano al telegiornale perché troppo spesso gli abusi tra le pareti domestiche vengono taciuti e nascosti. La cultura patriarcale che assegna un ruolo dominante agli uomini, d’altronde, è ancora ben lontana dall’essere sradicata e sconfitta anche nel civilissimo Occidente.

I dati sono spaventosi. L’ultima indagine Istat 2015 ha segnalato che il 31.5% delle donne italiane ha subito una violenza fisica o sessuale almeno una volta nel corso della sua vita. Praticamente una donna su tre è stata vittima di violenza per un totale di 6 milioni e 788 mila italiane. A livello mondiale si registrano percentuali simili, con una media del 35%.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene la violenza contro le donne la causa primaria di morte o invalidità tra la popolazione femminile. Il 42% delle donne che hanno subito violenza da parte degli uomini ha riportato danni seri alla salute, sia fisica che mentale. Il 38% degli omicidi di donne in tutto il mondo sono commessi da un partner. A subire violenza senza denunciarla tuttavia sono molte, molte di più, e coloro che muoiono per mano di un uomo solo la minoranza, pur preoccupante.