Tutti i benefici dello spinning

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Lo spinning è una di quelle attività più gettonate da coloro che vogliono disperatamente perdere peso. Sì, perché studi mirati hanno affermato che grazie allo spinning si riescono a bruciare qualcosa come 600 calorie in tre quarti d’ora di allenamento. Tantissimo, insomma! Ed ecco perché questa attività è tra le più gettonate dalle donne. Ma i benefici dello spinning sono tanti e non riguardano solo la perdita di peso. Vediamoli!

Come fare il lievito madre senza fatica

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Fare il lievito madre vuol dire abituarsi ad avere in casa un composto che molti vedranno come un blob invadente, prima ancora di poterne saggiare le qualità mangiando pane e pizza ottenuti da questa pasta lievitante naturale. Ora vi spieghiamo come fare o dove trovarla. 

Olio di palma pericoloso per il pancreas, lo dice una ricerca tutta italiana

L’olio di palma negli ultimi tempi è molto gettonato da coloro che sempre con più frequenza si affidano ad alimenti di sola origine naturale evitando dunque tutto ciò che è di origine animale. Ed è per questo che l’olio di palma, che sta diventando molto di moda anche in Italia, viene usato sempre più spesso in sostituzione del burro e dell’olio.

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Perchè scegliere un vibratore waterproof

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Perché scegliere un vibratore waterproof? Sebbene questa domanda in tutta onestà potrebbe essere comparata a “perchè scegliere una Ferrari rispetto ad un’utilitaria”, oggi abbiamo deciso di volervi educare ad essere dei consumatori preparati ed attenti ma soprattutto soddisfatti.

Come la maternità influenza l’occupazione? Un dossier sconcertante

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Che una mamma abbia  più difficoltà a lavorare di un’altra donna che non ha figli è un dato di fatto ma valutare l’incidenza percentuale della maternità sull’occupazione vuol dire sottolineare con i numeri un problema sociale. Poi bisogna fare le dovute differenze. 

Cake, un film drammatico per Jennifer Aniston

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Qualche giorno fa sono andata all’anteprima stampa di Cake, quarta pellicola diretta dallo statunitense Daniel Barnz ed interpretata da Jennifer Aniston. Al termine della proiezione avevo un pensiero fisso: “Perché non fare con la Aniston ciò che è stato fatto con Matthew McCounaghey?”. Un miracolo, esattamente.

Sì, perché Cake non sarà ricordato come un capolavoro della cinematografia internazionale, ma verrà sempre considerato come la prima pellicola che ha permesso alla Aniston di confrontarsi con un ruolo drammatico.

Claire Simmons (Jennifer Aniston) è un avvocato che soffre. Il suo dolore fisico è evidente dalle cicatrici sul corpo e dal modo in cui si trascina in giro. Ma il suo dolore è anche interiore e la rabbia emerge in tutti i rapporti con le persone che la circondano. Si è allontanata dal marito, dagli amici e anche il suo gruppo di supporto sul dolore cronico l’ha cacciata. L’unica persona rimasta al suo fianco è la badante e domestica Silvana (un’incredibile Adriana Barraza), che poco sopporta la sua dipendenza da alcol e farmaci.

Il suicidio di Nina (Anna Kendrick), uno dei membri del gruppo di supporto, porta Claire ad una nuova ossessione. Facendosi continue domande sulla morte di una donna che conosceva a malapena, Claire esplora il confine fra vita e morte in cerca di salvezza. Ed è proprio durante questa ricerca che si avvicina al marito di Nina (Sam Worthington) e al figlio che la donna ha lasciato, un incontro che le cambierà la vita.

Tra cicatrici, fantasmi e volti nuovi come in un racconto breve di de Maupassant, la Aniston ci regala la sua più grande interpretazione grazie alla complicità di un personaggio devastato ed imbruttito dal dolore. Una prova attoriale che le ha portato una nomination ai Golden Globe. Meritatissima perché è proprio Jennifer a fare il film.

Cake vive di validi spunti ed elementi interessanti, ma si perde ripetutamente in passaggi narrativi da format televisivo mediocre. La pellicola, infatti, sembra non riuscire ad approfondire degli aspetti fondamentali della vicenda e dei personaggi. Ed è per questo che emerge la sua debolezza e precipita in un vortice di luoghi comuni, mostrando la sua natura acerba.

Riconosciuta la superficialità di alcune scelte narrative, quello che resta è l’ interpretazione forte ed inedita di una grande attrice, che si è spogliata completamente dei ruoli comici che l’hanno sempre contraddistinta per più di vent’anni (ricordiamo che il primo episodio di Friends andò in onda nel 1994).

Il personaggio di Claire, infatti, le ha permesso di mettere in luce tutti i moti dell’animo e l’indecisione continua tra il “dire si alla vita” e il cedere alla propria natura infinitamente piccola. La morale, però, ci fa ben sperare. Il dissidio interiore si supera anche facendo una semplice torta di compleanno (da qui il titolo) per un bambino. La sofferenza è solo un modo di mandare via il dolore e si attenua con piccoli gesti sinceri che segnano continuamente l’ordinarietà delle nostre vite.

Speriamo solo che  Cake – dal 7 Maggio al Cinema –  sia l’inizio di una nuova stagione. Auguro, infatti, alla Aniston un periodo aureo di copioni audaci in grado di mostrare la sua versatilità e di donarle i più importanti riconoscimenti internazionali.

Trailer di Cake distribuito dalla Warner Bros. Italia
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