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Pelle effetto sirena, ecco la tendenza make up per questo 2026

L’inizio del 2026 ha segnato l’esplosione di un fenomeno nostalgico senza precedenti sui principali social network. Attraverso la diffusione virale di hashtag dedicati, gli utenti hanno iniziato a confrontare l’epoca attuale con quella di dieci anni fa, recuperando vecchi ricordi digitali e celebrando un periodo percepito come più spensierato.

Questo sentimento di malinconia collettiva sembra confermare l’idea che il passato conservi sempre un fascino superiore al presente, specialmente quando si ricorda il 2016 come un’annata d’oro per la cultura pop e le prime grandi tendenze digitali.

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La ricerca di una pelle effetto sirena per il 2026

Tuttavia, nonostante questo sguardo rivolto all’indietro, il 2026 si sta distinguendo per una propria identità estetica forte, capace di evolvere i concetti del decennio precedente. Il confronto più interessante riguarda il settore del make-up e della cura del viso. Dieci anni fa, l’influenza della cosmetica coreana aveva imposto il canone della pelle luminosa e sana, introducendo prodotti mirati a ottenere un effetto di estrema brillantezza e trasparenza. Quel desiderio di mostrare un incarnato radioso e vitale è oggi il punto di partenza per una trasformazione più radicale.

Se nel 2016 l’obiettivo era una naturale lucentezza, nel 2026 l’estetica si sposta verso confini quasi fantascientifici, dando vita ad una pelle effetto sirena. L’impatto dell‘intelligenza artificiale e delle immagini digitali sta infatti plasmando un nuovo ideale di bellezza: una pelle dai riflessi olografici e multicolore, capace di riflettere l’intero spettro della luce in modo quasi specchiato. In questo scenario, la centralità della pelle come base fondamentale di ogni trucco rimane un punto fermo.

Come cambia il make up per il 2026?

Nonostante il passare degli anni e il mutare delle mode, la cute continua a essere considerata la tela essenziale su cui costruire ogni dettaglio del volto. Prima quindi di dedicarsi al make up, la skincare risulta essere un passo sempre fondamentale per ottenere poi i risultati desiderati. La vera novità del 2026 risiede nel tipo di finitura ricercata, che gli esperti definiscono come un effetto iridescente e madreperlaceo, simile a quello di una creatura marina leggendaria, ecco quindi che si parla di pelle effetto sirena.

Questa nuova interpretazione della luminosità si distacca dai classici toni caldi del passato per abbracciare sfumature perlate e trasparenze che trasmettono una sensazione di estrema pulizia. Si tratta di un’evoluzione del concetto di freschezza, dove il bagliore è studiato e controllato per apparire quasi ultraterreno. In definitiva, se il 2016 ha introdotto il mondo al fascino della pelle radiosa, il 2026 sta insegnando come trasformare quella luce in qualcosa di tecnologicamente avanzato e profondamente artistico.

la preside

La Preside con Luisa Ranieri continua ad avere successo, bene anche Zelig

La serata televisiva di ieri ha confermato un trend ormai consolidato, ossia come il pubblico italiano continui a premiare la fiction di qualità e il carisma dei grandi protagonisti.

Su Rai Uno, la messa in onda della serie “La Preside” ha segnato un altro punto a favore della rete ammiraglia, dimostrando che il successo del debutto non era affatto casuale.

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Il primato di Rai Uno

Luisa Ranieri, vera e propria garanzia di ascolti, è riuscita nuovamente a fare centro. La fiction ha catalizzato l’attenzione di ben 4.553.000 spettatori, raggiungendo uno share imponente del 27,40%. Questi numeri non rappresentano solo una vittoria numerica, ma testimoniano la capacità della Rai di intercettare il gusto nazional-popolare attraverso narrazioni solide e interpretazioni intense. Nonostante una concorrenza agguerrita, l’Azienda Pubblica ha dominato il prime time senza troppe difficoltà.

Questa nuova storia, che vede sempre al centro giovani in difficoltà (un tema che da Mare Fuori in poi sembra essere ormai una garanzia di successo), piace molto ai telespettatori che hanno deciso di seguirla anche dopo i primi episodi. Ci sta insomma che all’inizio uno sia mosso dalla curiosità di capire come sia una nuova fiction, il difficile poi arriva dopo, riuscire a catalizzare sempre più l’attenzione del pubblico. Rai Uno c’è riuscita nuovamente con La Preside che ha vinto la battaglia degli ascolti del lunedì sera.

La resistenza di Canale 5 e le altre proposte

Dall’altro lato della barricata, Mediaset ha risposto con la seconda puntata di “Zelig 30”. Sebbene battere la Ranieri fosse un’impresa ardua, lo show condotto da Vanessa Incontrada e Claudio Bisio ha ottenuto un risultato tutt’altro che trascurabile. Con 2.857.000 spettatori e uno share del 21,90%, il varietà comico ha mostrato una sorprendente capacità di tenuta. Solitamente, programmi di questo genere subiscono una flessione fisiologica al secondo appuntamento; in questo caso, invece, il “marchio” Zelig ha saputo mantenere alta la fedeltà del pubblico, confermandosi un pilastro della programmazione di Canale 5.

Oltre ai grandi colossi della fiction e del varietà, la serata ha offerto spunti interessanti anche sul fronte dell’approfondimento giornalistico e dei talk show. La sfida tra le “terze reti” è stata vinta da Massimo Giletti. Il suo programma “Lo stato delle cose” su Rai Tre, focalizzato nuovamente sul caso Signorini, ha raccolto 906.000 spettatori (6% di share).

Giletti è riuscito così a distanziarsi dalla proposta politica di Rete 4, dove Nicola Porro con “Quarta Repubblica” si è fermato al 5% di share con 643.000 telespettatori. Questo dato evidenzia come, in una serata dominata dall’intrattenimento leggero e dalla narrazione seriale, l’inchiesta di cronaca abbia avuto la meglio sul dibattito politico tradizionale.

cura della pelle

Skincare moderna: un nuovo approccio alla cura della pelle

Negli ultimi anni il mondo della cosmetica ha attraversato una trasformazione profonda, orientandosi sempre più verso ingredienti efficaci ma allo stesso tempo delicati e rispettosi dell’equilibrio cutaneo. I consumatori sono oggi più informati, attenti e consapevoli: non cercano solo risultati visibili, ma anche formule che possano essere utilizzate con continuità, senza stressare la pelle. In questo contesto si è affermata una nuova generazione di attivi cosmetici, spesso di origine naturale, capaci di offrire benefici concreti con un approccio più gentile e graduale.

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Tra le esigenze più comuni emergono il desiderio di contrastare i segni del tempo, migliorare la texture della pelle, uniformare l’incarnato e ritrovare luminosità. Tuttavia, molte persone si trovano in difficoltà nell’utilizzo di ingredienti tradizionalmente molto performanti, perché troppo intensi o poco tollerati.

È proprio da questa esigenza che nasce l’interesse crescente verso alternative più equilibrate.

Cos’è il bakuchiol e perché è diventato così popolare

Il bakuchiol è un attivo di origine vegetale estratto da una pianta utilizzata da secoli nella medicina tradizionale. Negli ultimi anni, grazie a numerosi studi cosmetici, è stato riscoperto e valorizzato per la sua capacità di agire sui principali segni dell’invecchiamento cutaneo. Viene spesso associato al retinolo per via dei benefici simili, ma con una differenza sostanziale: il bakuchiol è generalmente meglio tollerato anche dalle pelli sensibili.

La sua azione contribuisce a stimolare il rinnovamento cellulare, migliorare l’elasticità della pelle e affinare la grana cutanea. Con l’uso costante, l’aspetto del viso appare più disteso e uniforme, senza le sensazioni di arrossamento o secchezza che possono accompagnare altri trattamenti più intensivi. Questa caratteristica lo rende particolarmente interessante per chi desidera prendersi cura della pelle in modo progressivo e sostenibile.

Un alleato per le pelli sensibili e per l’uso quotidiano

Uno dei punti di forza del bakuchiol è la sua versatilità all’interno della routine di bellezza. A differenza di altri attivi, può essere utilizzato sia al mattino che alla sera, senza aumentare la fotosensibilità della pelle. Questo permette di inserirlo facilmente nella skincare quotidiana, anche per chi non ama routine complesse o stratificate.

prodotti cosmetici con bakuchiol sono spesso formulati con texture leggere e confortevoli, pensate per adattarsi a diversi tipi di pelle. L’esperienza di applicazione risulta piacevole, senza effetto pesante o occlusivo, favorendo una sensazione di benessere immediata. Con il tempo, la pelle tende a diventare più compatta, luminosa e visibilmente più equilibrata.

Bakuchiol e nuova idea di bellezza consapevole

Il successo di questo ingrediente è legato anche a un cambiamento più ampio nel modo di intendere la bellezza. Oggi si parla sempre più di skincare consapevole, di ascolto della propria pelle e di scelte mirate piuttosto che di soluzioni aggressive. Integrare attivi di origine naturale e ben tollerati significa adottare un approccio più rispettoso, che privilegia la continuità e la prevenzione.

Questo tipo di cosmetica non promette trasformazioni immediate o risultati estremi, ma lavora nel tempo, accompagnando la pelle in un percorso di miglioramento graduale. È una visione che mette al centro il benessere complessivo, non solo l’aspetto estetico, e che risponde alle esigenze di chi desidera sentirsi a proprio agio con la propria pelle in ogni fase della vita.

Una scelta che guarda al futuro della skincare

Il bakuchiol rappresenta un esempio concreto di come la cosmetica moderna stia evolvendo verso formule più intelligenti e inclusive. È un ingrediente che si adatta a diverse età, stili di vita ed esigenze cutanee, offrendo una risposta efficace senza rinunciare alla delicatezza. In un mondo in cui la pelle è costantemente esposta a stress ambientali e ritmi frenetici, scegliere attivi equilibrati diventa un gesto di cura profonda e consapevole.

Più che una tendenza passeggera, il bakuchiol si inserisce in una visione di bellezza duratura, in cui la pelle viene accompagnata e sostenuta nel tempo. Un approccio che invita a rallentare, osservare e scegliere con attenzione, trasformando la skincare quotidiana in un vero atto di benessere personale.

dieta post feste

Dieta dopo le feste, gli errori da non commettere

Le festività rappresentano un momento prezioso di convivialità in cui è naturale e persino corretto concedersi qualche strappo alla regola a tavola.

Inevitabilmente, dopo aver trascorso giorni tra abbuffate varie, ecco che si ha intenzione di ritornare alla normalità provando a mettersi subito a dieta. Come sempre è bene ascoltare i consigli degli esperti per evitare di commettere degli errori che non consentiranno di bruciare le calorie in eccesso.

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Il ruolo fondamentale del movimento

Contrariamente a quanto si possa pensare, per smaltire le calorie accumulate non servono soluzioni drastiche come digiuni o bevande miracolose definite detox. L’unico strumento realmente efficace è l’attività fisica. Già a partire dal giorno successivo a Natale, è consigliabile riprendere a muoversi, magari con una camminata veloce, una sessione in bicicletta o un ritorno graduale in palestra. Il movimento non solo stimola il metabolismo, ma aiuta anche a gestire il senso di colpa senza eccessive rinunce.

L’errore che si commette dopo le festività è quello di provare a digiunare, pensando di depurare l’organismo e perdere velocemente i chili accumulati durante tale periodo. Invece è fondamentale pensare di muoversi di più e con ciò non significa che bisogna sottoporsi ad allenamenti duri e intensi in palestra, ma basta camminare tutti i giorni ad un passo più sostenuto.

Depurare l’organismo dopo le festività natalizie

Per provare a depurare il proprio organismo, è fondamentale anche seguire delle linee guida che mirano a ripristinare l’equilibrio interno. In primis è importante idratarsi e ridurre il sale, quindi bere molta acqua e tisane a base di zenzero o finocchio aiuta a contrastare la ritenzione idrica, aggravata dal consumo di alcolici e bibite gassate. Spazio poi alle proteine magre come pollo o pesce, accompagnate da abbondanti porzioni di verdura e cereali integrali.

Saltare i pasti è controproducente; meglio optare per cotture leggere e porzioni controllate. Se si decide di consumare un pasto completo, è bene evitare pane e dolci nello stesso momento. Inoltre bisognerebbe evitare di mangiare quegli snack e quei dolciumi della calza della Befana dopo ogni pasto o come spuntino pomeridiano.

Una giornata tipo potrebbe prevedere una colazione leggera con latte parzialmente scremato e una fetta biscottata, seguita da uno spuntino a base di frutta. A pranzo, una fonte proteica rapida come tonno sgocciolato o formaggio magro accompagnati da verdure e una piccola quota di pane. Dopo uno yogurt nel pomeriggio, la cena dovrebbe focalizzarsi su carne bianca o pesce alla griglia con contorno di zucchine o insalata.

L’obiettivo finale rimane il ritorno alla normalità con costanza, senza ricorrere a pozioni magiche ma puntando sulla qualità degli alimenti e sul piacere di rimettersi in marcia.

sanremo 2026

Sanremo 2026, Conti potrebbe attingere da Ballando con le stelle

Con l’annuncio dei Big e dei titoli dei brani in gara, il mosaico di Sanremo 2026 inizia a comporsi.

Tuttavia, resta un interrogativo fondamentale che accende la curiosità del pubblico e dei media: chi affiancherà Carlo Conti, conduttore e direttore artistico, sul prestigioso palco del Teatro Ariston dal 24 al 28 febbraio? Infatti resta ancora incerto questo tassello che ha una certa importanza per il programma.

sanremo 2026

Le possibili figure femminili che affiancheranno Carlo Conti durante Sanremo 2026

Sicuramente i cantanti hanno la priorità, ma è anche vero che sono le co-conduttrici ad incuriosire molto i telespettatori. Per il momento non ci sono stati ancora annunci a riguardo da parte di Carlo Conti, ma nelle ultime ore sono emerse delle voci alquanto interessanti. Approfondendo la questione, le ultime indiscrezioni suggeriscono una strategia audace. Archiviata (almeno parzialmente) la suggestione Laura Pausini, la quale ha smentito le voci di una co-conduzione fissa, l’attenzione si è spostata su un trio che sta dominando la scena televisiva: il podio dell’ultima edizione di Ballando con le Stelle.

Secondo l’AdnKronos, Carlo Conti starebbe valutando seriamente di portare all’Ariston la vincitrice Andrea Delogu, insieme alla seconda classificata Francesca Fialdini e alla terza, Barbara D’Urso. Un “colpaccio” che garantirebbe un mix di freschezza, professionalità e un sicuro impatto mediatico, considerando l’enorme esposizione che il dance-show di Milly Carlucci assicura ai suoi protagonisti.

Si tratta, tra l’altro, di figure femminili che hanno un certo seguito di telespettatori e potrebbe rivelarsi una mossa vincente proprio al fine dello share. Nonostante il silenzio strategico di Conti, che attende il periodo post-natalizio per sciogliere le riserve, circolano altri nomi di alto profilo. Per una o più serate si parla di stelle della musica come Annalisa, Clara e Gaia, o di attrici del calibro di Pilar Fogliati e Claudia Pandolfi. Resta poi aperta la porta per la Pausini, che potrebbe comunque apparire in veste di superospite o per un evento speciale durante l’apertura o la chiusura.

Il cast già certo e completo di Sanremo 2026

Insomma i nomi ci sono e sono anche molto intriganti, non ci resta che attendere qualche settimana per avere maggiore chiarezza a riguardo. Se le co-conduttrici rimangono un mistero, altre caselle sono già state riempite: Nicola Savino guiderà il Dopofestival. Il trio composto da Ema Stokholma, Manola Moslehi e Carolina Rey sarà al timone del Primafestival. Gianluca Gazzoli affiancherà Conti nei momenti dedicati alle Nuove Proposte. Tra conferme e smentite, Carlo Conti non si cura delle inevitabili polemiche, definendole “la linfa vitale del Festival”. La sua visione per questo Sanremo è chiara: creare un evento transgenerazionale capace di unire pubblici diversi. Come lui stesso ha ribadito, il cuore pulsante restano le canzoni, vero ponte tra le diverse anime della musica italiana.

antipasti natalizi

Antipasti natalizi facili e veloci senza cottura, ecco alcune idee

Il Natale è il momento perfetto per portare in tavola allegria e creatività, ma non sempre è necessario passare ore davanti ai fornelli. Se cercate un’idea dell’ultimo minuto che sia scenografica, colorata e soprattutto velocissima, questo tris di antipasti è la soluzione ideale.

Si tratta di preparazioni senza cottura che puntano tutto sulla semplicità e sul gusto, perfette anche per coinvolgere i più piccoli nella decorazione della tavola.

antipasti natalizi

Gli ingredienti necessari per gli antipasti natalizi super veloci

Prima di iniziare è bene vedere quali sono gli ingredienti necessari per realizzare questi semplici e veloci antipasti natalizi. Avrete bisogno di: 4 fette di pane per tramezzini, 250 grammi di ricotta, un cucchiaio di pesto, granella di pistacchio, olive a rondelle, pomodorini, mais, salatini in stick, 200 grammi di formaggio spalmabile, 100 grammi di salmone affumicato, un mazzetto di rucola, sale fino, pepe, 100 grammi di tonno in scatola, 100 grammi di giardiniera, crostini, olive verdi, acciughe quanto basta.

Partiamo dagli alberelli. La base si realizza creando un “sandwich” a due strati con pane per tramezzini e una crema di ricotta e pesto. Una volta farcite le fette, si tagliano in diagonale per ottenere dei triangoli. Qui basterà poi aggiungere un bastoncino salato (stick) alla base per simulare il tronco. Per la decorazione si può optare per la granella di pistacchio per l’effetto “aghi di pino”, pezzetti di pomodoro e olive a rondelle come palline di Natale, e chicchi di mais per dare un punto di luce dorata.

I rotolini al salmone e al tonno, un classico del Natale

Molto semplici come antipasti natalizi sono anche i rotolini al salmone e rucola. Si inizia appiattendo bene la fetta di pane con un mattarello, poi spalmate uno strato generoso di formaggio fresco, adagiate le fettine di salmone affumicato e aggiungete della rucola fresca per una nota leggermente piccante. Dopo aver arrotolato il pane dal lato corto, tagliate a fette di circa due centimetri.

Per i rotolini al tonno e giardiniera il procedimento è lo stesso, si appiattisce il pane, si spalma il formaggio e si aggiunge il tonno ben sgocciolato. Il tocco di classe è dato dalla giardiniera sminuzzata, che regala una piacevole acidità e una consistenza “crunchy” che contrasta con la morbidezza del pane. Anche in questo caso, arrotolate e tagliate a rondelle.

Infine, se vi avanza del formaggio o del salmone, potete improvvisare dei crostini pronti in un istante. Guarniteli con un’acciuga sott’olio e un’oliva verde per un contrasto sapido che stimola l’appetito. Con pochi ingredienti è possibile quindi realizzare degli antipasti natalizi davvero gustosi e senza impiegare troppo tempo. Non vi resta che provare.

make up natale 2025

Tendenze make up per il Natale 2025

Siamo ormai entrati nel periodo delle festività natalizie e qui, per molte donne, il make-up si conferma un “jolly” essenziale per abbracciare lo spirito festivo con un tocco di glamour, spesso senza la necessità di un outfit elaborato.

Le tendenze di questo Natale e Capodanno si allontanano dai grandi slanci creativi a favore di un’estetica più raffinata e mirata. Il look predilige il ritorno a una pelle dall’aspetto naturalmente arrossato, una luminosità ben calibrata ma evidente e un finish soft-matt.

make up natale 2025

Un blush rosa per rendere il make up più che naturale

La vera protagonista è la base, ispirata alle fredde giornate invernali. Quando la pelle si colora naturalmente per il contatto con l’aria gelida o per una forte emozione, come l’attesa di un bacio sotto il vischio. Sui social, questa tendenza viene chiamata “Mistletoe Make-up” e si traduce nell’uso generoso di un blush rosa, applicato per mimare l’effetto di una giornata trascorsa sulla neve.

Il blush viene diffuso non solo sulle gote, ma anche leggermente sul naso, valorizzando la struttura del viso e donando un calore naturale, come se si fosse appena rientrati da una passeggiata. L’unico spazio concesso ai brillantini è sugli occhi, dove dominano liner grafici e riflessi metallici intensi. Il make-up artist di Mariah Carey, Christopher Buckle, suggerisce di aggiungere un tocco di lucentezza sulla palpebra, applicando il colore in un blocco compatto, ma raccomanda di non spingersi oltre le pieghe per non appesantire l’arcata sopracciliare con eccessivo luccichio.

I colori di tendenza per il make up Natale 2025

Tra i colori più gettonati tra le tendenze make up Natale 2025 troviamo il verde, in particolare la sfumatura color menta. Il trucco viola, che aveva già riscosso successo nell’anno in corso, viene riproposto in chiave contemporanea. Le labbra rappresentano il punto focale deciso. Le nuance profonde sono le preferite, con un ritorno in auge del rosso saturo e intenso dal finish soft-matt o vellutato. Tuttavia, anche i grandi classici hanno le loro eccezioni.

Sebbene il rossetto rosso festivo sia un pilastro del Natale, la sua “regina”, Mariah Carey, non lo indossa mai. Il suo make-up artist, Christopher Buckle, rivela che su di lei usa il corallo per dare un tocco di colore che si abbini ai suoi look natalizi senza ricorrere al rosso labbra. Infine, per chi vuole un tocco davvero unico, le passerelle ripropongono le ciglia innevate, un microtrend iconico visto in sfilate storiche di Givenchy e Alexander McQueen e, più recentemente, in collezioni contemporanee. Questo elemento aggiunge un effetto etereo e glaciale, perfetto per chi non teme l’audacia.

sformato di zucca

Sformato di zucca, un piatto unico semplice e leggero

Lo sformato di zucca è un’eccellente e saporita proposta autunnale, ideale come alternativa più leggera rispetto a una tradizionale torta salata.

Questo piatto unico si basa sulla preparazione di una purea di zucca e patate arricchita da pochi ingredienti base e da un ripieno a scelta, che, una volta cotto al forno, regala un tortino dorato, gratinato all’esterno e incredibilmente cremoso e filante all’interno.

sformato di zucca

Gli ingredienti necessari per realizzare lo sformato di zucca

La ricetta prevede l’uso di purea asciutta per garantire che lo sformato mantenga la forma una volta tagliato. Vediamo a questo punto quali sono gli ingredienti necessari. Per la base si avrà bisogno di 500 gr di purea di zucca cotta e asciutta (oppure 900 gr di zucca cruda), 200 gr di purea di patate lesse asciutte (oppure 400 gr di patate crude) o pari quantità di purea di zucca, 1 uovo, 2 cucchiai di parmigiano o grana, 1 pizzico di sale e pepe (facoltativo), 8 foglie di salvia fresca, 25 gr di burro o olio E.V.O. (facoltativo, per l’impasto), 2 cucchiai di latte intero (da valutare per la consistenza).

Per quanto riguarda il ripieno e la finitura si avrà bisogno di 200 gr di scamorza affumicata (o altro formaggio a scelta), 150 gr di prosciutto cotto in fette (o altre varianti come verdure), 2 cucchiai di pan grattato (anche senza glutine).

Preparazione dello sformato di zucca

Per la preparazione di questo sformato di zucca il primo passo da fare è sbollentare le patate con la buccia finché non diventano morbide. Se si sceglie una versione senza patate, questo passaggio è da omettere. Una volta cotte, pelarle e schiacciarle fino a ottenere una purea asciutta. A questo punto si passa alla cottura della zucca, tagliarla a fette e disporle su una teglia con carta da forno. Condire con le foglie di salvia e cuocere in forno a 180° o 190° per circa 30 minuti, finché non è morbida (in alternativa, 20 minuti in friggitrice ad aria). Eliminare la buccia e schiacciare la polpa. È cruciale che la purea risulti perfettamente asciutta e compatta per la riuscita dello sformato.

Per l’impasto, in una ciotola, mescolare le puree di zucca e patate con l’uovo, il parmigiano, il sale e il pepe. Valutare l’aggiunta del latte: il composto deve essere morbido, ma mantenere una consistenza sufficientemente compatta. Imburrare una teglia a cerniera e infarinarla con pan grattato. Disporre la metà del composto sul fondo e sui bordi della teglia, creando una base a “guscio”. Aggiungere il ripieno, alternando fette di prosciutto cotto e scamorza. Infine richiudere lo sformato con la restante metà dell’impasto. Spolverare la superficie con pan grattato e aggiungere qualche pezzettino di burro o un filo d’olio per una doratura perfetta (questo è opzionale per una versione più light).

Lo sformato di zucca va cotto nel forno già caldo a 180°(modalità statica) o 160°(ventilata) per circa 35 minuti. L’ultimo passo riguarda azionare il grill e spostare lo sformato al piano superiore per 5 minuti, fino a completa doratura. Ecco che, dopo averlo fatto raffreddare, potrà essere servito a tavola.