Roma e il ballottaggio Michetti-Gualtieri. Alla ricerca del programma perduto: La lunga strada delle donne

Nessuna retorica: senza donne, nulla accade – dall’amministrazione familiare all’assistenza de membri non autonomi di qualsiasi età o condizione di salute, dal mondo dei lavori invisibili alla tenuta culturale, sociale ma anche economica di una comunità.

Pertanto, siamo andati a curiosare nei programmi dei due sfidanti al Campidoglio – Enrico Michetti, candidato a Sindaco di Roma del centrodestra, e Roberto Gualtieri, candidato del centrosinistra – e quello che abbiamo trovato la dice lunga. Anzi, lunghissima…

Nel programma di Gualtieri, troviamo il “Bilancio di genere” come strumento con il quale conoscere e valutare l’impatto delle spese del Comune sulle donne, l’applicazione piena della legge regionale numero 7 del 2021 sulla parità retributiva tra donne e uomini (e, francamente, sarebbe anche ora), il sostegno all’occupazione femminile stabile e la valorizzazione delle competenze (che, anche questa, sarebbe anche ora). Poi: interventi per 7,6 milioni per la completa parità retributiva nell’Amministrazione e nelle società partecipate (anche se, nel pubblico, la parità sembra esisti già – ma potremmo sbagliarci e quindi va bene), promozione delle discipline STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) e dell’imprenditoria femminile attraverso sgravi fiscali, spazi di co-working in tutti i Municipi per conciliare tempi di vita e di lavoro, infine ampliamento degli asili nido e delle scuole dell’infanzia. “Una città delle donne e per le donne”, peraltro anche in termini di sicurezza. Perché? Perché lo stesso candidato, in una diversa parte del suo programma, propone anche il modello – di successo nelle grandi città metropolitane de mondo – del “Sindaco della notte”, figura che forse permetterebbe alle tanti figure professionali femminili di lavorare e ritornare a casa in tranquillità, senza aggressioni e senza pericoli, e alle tante donne che vorrebbero poter passeggiare (da sole, in compagnia o con la propria famiglia) di farlo senza paura e senza danni.

Al di là del numero di parole per dirlo – lavoro, autonomia economica, formazione, famiglia e, appunto, sicurezza. Che potrà anche essere un elenco di “auspici” per fare bella figura, ma almeno dà la sensazione che uno sappia di cosa parla.

Cosa dice il programma di Michetti? Principale obiettivo: “incentivazione e promozione della natalità”, con iniziative non solo di sostegno, che rimettano “la famiglia al centro delle politiche sociali”. Benissimo. “Roma deve essere un vero e proprio laboratorio nazionale per la promozione della vita e deve operare per garantire tutte le condizioni utili alla crescita della società”. Cioè? “Installare presso le farmacie comunali e altri presidi socio sanitari culle termiche dotate di sensori, collegate a un sistema di allarme sofisticato che interviene sistematicamente, dove le partorienti possano lasciare i neonati in pieno anonimato quando non accettano di partorirli in reparto e poi affidarli ai servizi sociali. Al contempo… una relativa campagna d’informazione rivolta alle madri in difficoltà sulla normativa vigente, sulla segretezza del parto e sulla tutela della donna e del bambino”. “Il tutto rilanciando l’accantonato Piano regolatore dell’infanzia, che mette a sistema le risorse di Roma Capitale per dare risposte in ogni angolo di città alle famiglie romane e alle donne lavoratici attraverso una cabina di regia tra Dipartimento e Municipi per il monitoraggio e la programmazione della rete dei servizi educativi e scolastici”. Prendiamo un bel respiro, sta per finire: “rilanciare la sfilata in mondovisione Donna Sotto le Stelle, sfruttando uno dei tanti palcoscenici a cielo aperto che la Capitale offre, la scalinata di Piazza di Spagna… un momento glorioso per la città e per il Made in Italy, non solo per la ricaduta in termini di PIL che aveva sul territorio ma anche per il coinvolgimento turistico, con una serie infinita di servizi aggiuntivi ipotizzabili”.

Al di là del numero di parole per dirlo, donne soltanto in quanto madri o modelle. Quindi il programma è (1) il ritorno anche a Roma delle «ruote degli esposti», (2) un nuovo ufficio con una nuova procedura e (3) una sfilata.

Ai nostri lettori, le conclusioni. Agli elettori e soprattutto elettrici, le decisioni.

 

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