Ilva di Taranto: la copertura dei parchi minerari e’ finalmente realtá

Dopo le parole, arrivano i fatti. Manca poco alla copertura dei parchi minerari dell’ILVA. La situazione è destinata a sbloccarsi dopo il via libera del Ministro allo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, che ha dato istruzione ai Commissari Straordinari di ILVA  Piero Gnudi, Enrico Laghi e Corrado Carrubba di avviare i lavori di copertura dei parchi minerari.

La prima fase consisterà nella rimozione dei cumuli e altre misure propedeutiche. Secondo le previsioni, dovrebbe terminare entro gennaio 2019, dopodiché il cantiere sarà avviato per concludersi entro altri 36 mesi. L’intervento verrà realizzato sulla base del  progetto, già approvato e appaltato dall’Amministrazione Straordinaria, che l’investitore  Am  InvestCo Italy  ha  incluso  nel  piano ambientale approvato con il DPCM del  29  settembre 2017.

Proprio la disponibilità del nuovo investitore, Am InvestCo Italy, a mantenere il progetto originario dell’Amministrazione Straordinaria, già predisposto e approvato, si è rivelata decisiva per anticipare i tempi evitando lungaggini burocratiche. Ora i Commissari Straordinari potranno utilizzare i fondi sbloccati dal governo per finanziare il progetto, rivalendosi poi sul nuovo investitore che, come previsto nel contratto sottoscritto con l’Amministrazione Straordinaria, dovrà sostenere i costi per la realizzazione dell’opera.

La città di Taranto aspettava da tempo questa notizia e proprio il malcontento degli ultimi giorni, causato dalle polemiche per il Wind Day e la chiusura delle scuole, ha convinto tanto il ministero quanto i Commissari Straordinari e il nuovo investitore a fare i passi necessari per sbloccare in anticipo l’iter della copertura dei parchi minerari. Forte della disponibilità dell’azienda, il Ministero si è preoccupato di sbloccare i fondi per l’Amministrazione Straordinaria e autorizzare l’avvio dei lavori. Un’autorizzazione che è ufficialmente arrivata il 7 novembre.

I lavori, quindi, inizieranno e si concluderanno in anticipo persino rispetto agli stessi auspici del Ministero e dei Commissari Straordinari dell’Ilva. Probabilmente non basterà a spegnere le polemiche, ma si tratta di un deciso passo in avanti.

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